Gli ultimi trent’anni di Gillo Dorfles

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Lungo una straordinaria galleria si ripercorre la poetica del maestro

(ka.t.c.) Fino al 22 febbraio la galleria della Fondazione Marconi, in via Tadino 15 a Milano, propone un’impagabile antologia che ripercorre gli ultimi trent’anni di Gillo Dorfles, la cui vita straordinariamente attiva (Dorfles ha 103 anni e non ha mai smesso di creare) è frutto di un processo di rigenerazione in continuo crescendo, di una pittura “libera e istintiva” che non cessa di incuriosire, emozionare e sorprendere.
Dagli anni ’90 a oggi, ci si imbatte nei tipici caratteri del

poliedrico Dorfles – artista, scrittore, critico, poeta, filosofo – dalle atmosfere inquiete e grottesche di Capovolgimento (1993) alle figure metamorfiche in nero di L’orecchio di Dio e Simbiosi di esseri (1996), ai personaggi inquietanti e indagatori di Due simbionti (2008) o a quelli ironici de Il giocoliere (2006).
«Nelle opere più recenti – scrive Giorgio Casati, profondo conoscitore, nonché amico storico di Gillo Dorfles – si assiste a un processo di sintesi, di sublimazione del segno, portato alla sua essenzialità grafica: si vedano, ad esempio, tra gli ultimi lavori, quelli definiti dallo stesso autore “grisaglie”, molto vicini ad alcune composizioni astratte, monocromatiche, oppure le due serie denominate “Interferenze”, prodotte in acquaforte/acquatinta nelle quali, secondo Luciano Caramel, “?le linee mobili si dipanano a dar realtà fantasmatica a curiosi personaggi disarticolati ed evanescenti: degli Eta Beta spaziali, degli spiritelli trasparenti, che ti immagini mutanti, in perpetua metamorfosi, in continua aggregazione e disaggregazione”». Orario: ma- sa 10-13, 15-19. Ingresso libero. Info: www.fondazionemarconi.org.

Nella foto:
A sinistra, Gillo Dorfles accanto alla sua scultura in vetroresina “Contorsione” in compagnia di Luigi Sansone, curatore della mostra; a destra, l’opera di Dorfles intitolata “L’orecchio di Dio”, 1996, acrilico su tela (180 x 200 cm), visibile alla Fondazione Marconi

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