Governo, il Lario chiede stabilità e meno tasse. «Serve più chiarezza perché riparta l’economia»

L'ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni

Stabilità e chiarezza. Il mondo dell’economia comasca le chiede a gran voce, al nuovo presidente del consiglio Paolo Gentiloni, che si è appena insediato a Palazzo Chigi. E tra le urgenze, l’evidenziatore passa sugli sgravi fiscali.
Il segretario della Confederazione nazionale artigianato (Cna) di Como Alberto Bergna guarda al medio periodo: «Sulla legge di stabilità del precedente governo di Matteo Renzi non siamo stati pregiudizialmente critici – spiega – Ad esempio, le nuove prospettive aperte dall’industria “4.0” (misure che sostengono l’innovazione, in termini di ammortamenti ma anche di credito di imposta su ricerca e sviluppo, ndr) ci hanno convinto. Ci auguriamo che l’attuale governo prosegua strade che crediamo virtuose. Quel che conta come obiettivo di lungo termine, per impegnare anche i governi futuri, è la riduzione del carico fiscale sulle aziende. Faccio una proposta a Gentiloni: guardi al territorio di confine con la Svizzera come a un grande laboratorio pilota, dove porre in atto strumenti per difendere la dignità del lavoro dei frontalieri, anche facendo la voce grossa con i vicini svizzeri, perché no? Il peso di un governo si vede anche da queste strategie. Se ben gestite, possono aiutare tutta l’economia del Paese e servire da modello di sviluppo, e non solo servire a un singolo territorio di frontiera».
Più concreto e decisamente più pessimista il parere di Giansilvio Primavesi, presidente di Confcommercio Como che proprio oggi nell’assemblea dell’Unione provinciale commercio turismo e servizi prenderà atto con i suoi consiglieri dell’insediamento del nuovo governo che ha di fatto mantenuto le cariche del precedente per quanto riguarda i dicasteri economici di punta. «La situazione è difficile, siamo nei pasticci e nessuno ci aiuta, indipendentemente dal colore politico di questo o quel governo. Siamo in attesa. Il vecchio governo di Renzi lascia in eredità una cosa positiva, non aumenterà l’Iva. Bene, ci siamo sempre battuti per questo. Ma è ancora troppo poco. Occorre rilanciare i consumi che purtroppo sono fermi. Serve che la gente abbia più speranza, più propensione a spendere. Mentre oggi ha paura, e preferisce mettere i risparmi in banca, se li ha. Invece l’economia ha bisogno di denaro in movimento».
«Chiarezza» è la parola d’ordine cui è invitato il governo Gentiloni da Marco Mazzone, presidente della Compagnia delle Opere di Como: «Il Lario non può attendere oltre, è l’ora di uscire dall’immobilità, e affrontare i problemi reali, di mettere l’acceleratore sulle riforme. E i problemi sono grandi, si chiamano povertà, giustizia, riforma della pubblica amministrazione. Senza chiarezza, chi ha soldi da investire e cerca di mettere a profitto il suo patrimonio anche per il bene collettivo, rimarrà sempre alla finestra, in attesa. Il Lario ha molte eccellenze, dal turismo al tessile alla meccanica. Ambito in cui c’è voglia di ripartire, ma la politica deve capire che è tempo di entrare nel merito delle questioni».

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