Grandate, l’aumento del 5,26% diventa un caso nazionale

È il tratto autostradale lombardo con il rincaro più alto. Il Codacons: «Non possiamo fare nulla»
Comaschi, rassegnatevi. Il +5,26% di aumento reale del pedaggio al casello di Grandate, il più pesante della Lombardia, non può essere evitato ed è figlio – dicono da Autostrade per l’Italia – del «meccanismo dell’arrotondamento che, teniamo a precisare, è applicato in maniera automatica senza alcuna discrezionalità in seguito al Decreto Interministeriale del 12 novembre 2001». Dopo la rabbia dei giorni scorsi per l’aumento del pedaggio, passato in un solo colpo da 1 euro e 90 centesimi

a 2 euro – “salto” frutto dell’aumento dell’Iva passata dal 20 al 21% – ieri si è avuta la conferma che l’ulteriore balzello tutto lariano è il più “pesante” della rete che fa capo ad Autostrade per l’Italia, perlomeno nei segmenti compresi all’interno della Lombardia. Un caso, quello comasco, passato agli onori delle cronache nazionali.
Eppure, purtroppo per gli automobilisti costretti a sorbirsi un tratto di strada fortemente disagiato per i lavori di realizzazione della terza corsia (il limite è stato posto a 60 chilometri orari), non si potrà fare nulla, in quanto l’arrotondamento – come previsto dalla normativa – non è stato fatto calcolando matematicamente l’1% in più, bensì scaglioni da 10 centesimi nel caso di superamento di una ipotetica soglia di 5 in una scala di arrotondamento da 1 a 10. Cosa che con Grandate – che si era “salvata” dai precedenti aumenti – è puntualmente avvenuta, facendo scattare i 10 centesimi di aumento che hanno portato il passaggio dalla barriera da 1,90 a 2 euro. E in effetti, guardando la tabella di Autostrade per l’Italia, il casello di Grandate è stato l’unico della provincia di Como e di gran parte della Lombardia a subire un aumento, mentre gli altri pedaggi – che non hanno raggiunto la soglia utile per l’arrotondamento in eccesso ai 10 centesimi – sono rimasti invariati.
Da segnalare tra gli aumenti, però, anche il +5% reale del tratto tra Milano Est e Trezzo, passato da 2 euro a 2,10.
«Si può fare poco – dice al riguardo Mauro Antonelli, del Codacons – Siamo stati sfortunati e il meccanismo degli arrotondamenti ci ha penalizzato. Il vero problema è che Autostrade per l’Italia, di fronte a un tratto interessato ai lavori come quello della Como-Laghi, avrebbe dovuto a nostro avviso “congelare” l’aumento. Anche perché i limiti sono stati portati di nuovo a 60 all’ora, anche in tratti non pericolosi. Di fronte a questo disservizio, forse l’aumento che è comunque legittimo avrebbe potuto aspettare».

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il cartello che avvisa dell’aumento del pedaggio in seguito all’Iva (foto Fkd)

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