Grande Bretagne e Hotel Milano, giganti feriti e abbandonati

Turismo – Tra gli edifici storici dal passato glorioso, che da decenni combattono contro il degrado, figura anche il Pissarottino sul balcone d’Europa
Per l’ex albergo di Bellagio si studia la rinascita. Nessun acquirente per la struttura di Brunate
Giganti feriti che si specchiano nelle acque del lago o scrutano l’orizzonte dalla cima di una montagna. Sono hotel storici dal passato glorioso che combattono, ormai da decenni, contro il degrado, l’abbandono e gli elementi atmosferici. A guardarli, oggi, sembra proprio che siano sul punto di perdere definitivamente la loro battaglia. Dal Grande Bretagne di Bellagio all’Hotel Milano di Brunate. Passando per il Pissarottino, anche questo all’ombra del faro di San Maurizio. Tre esempi di alberghi

, ma non sono gli unici, un tempo mete ambite per i turisti in arrivo da ogni parte del mondo e oggi rifugio, nel migliore dei casi, di disperati.
Sul lungolago Europa di Bellagio, al civico numero 3, sorge il maestoso edificio del Grande Bretagne. Ormai in avanzato stato di decadimento, conserva però ancora numerosi particolari che ricordano i fasti di un tempo. A partire dall’imponente parco che si affaccia proprio sul lago, ormai sempre più vampirizzato da piante selvagge e incolte, dalle quali però spuntano tracce del passato. Come una fontana decorata con fregi e statue dell’epoca, scampati all’incuria, o le imponenti scalinate di accesso alla struttura, ormai pericolanti. L’edificio, va ricordato, venne acquistato nel 2000 dalla Grimti di Mario Galbusera per 17 miliardi di vecchie lire con l’intento di risistemarlo. Ma, da allora, non ci sono stati passi significativi in questa direzione.
«Proprio in questi mesi stiamo predisponendo il Pgt (Piano di governo del territorio) – spiega il sindaco di Bellagio, Angelo Barindelli – Abbiamo dato mandato al Politecnico di Milano di predisporre i piani di recupero per l’hotel. L’attuale lavoro di studio è ovviamente compiuto d’intesa con la Soprintendenza ai Beni architettonici, essendo l’immobile posto sotto vincolo in quanto bene monumentale». Al vaglio dunque c’è un’ipotesi di risistemazione, ovviamente d’intesa con i proprietari dell’albergo e delle zone adiacenti. «Quando l’hotel venne costruito, infatti, le macchine non c’erano ancora. Oggi, invece, a ridosso dell’edificio vi sono anche dei parcheggi – aggiunge il sindaco – Quindi l’intera area andrà ripensata, magari interrando i posti auto. L’idea sarebbe quella di far rinascere l’albergo, visto che i proprietari hanno espresso la volontà di non volere assolutamente modificare la destinazione d’uso che noi confermiamo essere quella ricettiva». E intanto iniziano a delinearsi anche i tempi. «Entro gennaio dovremmo terminare il Pgt – conclude Barindelli – Subito dopo chiederemo alla proprietà di impegnarsi con noi e di comunicarci, entro tempi brevi, la sua disponibilità a intervenire sull’immobile».
Rientrando in città, anche sul balcone d’Europa alcune strutture ricettive si stanno inesorabilmente disfacendo ormai da decenni. A partire dall’Hotel Milano, a due passi dalla stazione della funicolare. Dopo la partenza degli adepti della meditazione trascendentale Maharishi (disciplina di matrice orientale che negli anni Sessanta e Settanta conquistò anche numerosi Vip di Hollywood) che lo abitarono per diversi anni, oggi, benché gli accessi siano sbarrati, è meta di sbandati e senzatetto. Numerosi i materassi gettati in ogni angolo e le tracce di vita vissuta. «A cadenze regolari arrivano alcuni operatori interessati all’acquisto – dice il sindaco di Brunate, Davide Bodini – Tutti intenzionati a sfruttare l’immobile da un punto di vista turistico. Ma poi non si conclude. Noi sentiamo periodicamente i proprietari, ma per ora non si muove nulla». Nella struttura, fino al 2007, rimase un custode. Si trattava di Albert Mayr, maestro della meditazione Maharishi. Ma da quando anche lui decise di andare via, nel 2009, il “Milano” divenne rapidamente preda ambita delle incursioni di vandali e ragazzini.
«Il prezzo di vendita, da quello che ho intuito, non è alto – aggiunge il sindaco – ma penso che gli investitori vengano frenati dagli elevati costi da mettere in conto per ristrutturare l’immobile che è in condizioni disastrose».
Nessuna notizia neanche del Pissarottino, ex piccolo albergo situato in una splendida posizione da cui si può ammirare un’impareggiabile vista sul lago. In passato si parlò anche di un interessamento da parte di investitori russi. «Anche in questo caso non ho più avuto alcun segnale di interesse – conclude il sindaco di Brunate – È un vero peccato visto il magnifico punto panoramico dove sorge».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
L’aspetto attuale del Grande Bretagne di Bellagio. Inaugurato nel 1873, il prestigioso hotel chiuse un secolo dopo. In seguito ospitò una scuola alberghiera

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.