Grande Mostra 2015: varata la terza tappa

altguarda il videoCavadini: «Un percorso internazionale. Tra gli ospiti Cattelan con un’opera storica»
La terza grande mostra di Villa Olmo dell’era Lucini, ultima pala di un trittico sugli spazi urbani riletti da artisti e architetti, è varata. Un evento cruciale, per il lancio di Como in chiave Expo. E la prova del nove per il programma del sindaco in fatto di cultura. Ne ha dato annuncio ieri il Comune di Como, senza rivelare il titolo. La giunta ieri ha ufficialmente dato il via libera al progetto espositivo nella storica dimora a lago.

I protagonisti dell’evento che terrà banco tra estate e autunno saranno maestri del ’900 in chiave internazionale come Balla, De Chirico, Lichtenstein e Cattelan. Con opere provenienti da vari musei e collezioni private. In tutto sarà esposta un sessantina di lavori tra dipinti e sculture. 

La nuova mostra promossa dall’assessorato alla Cultura guidato dal critico d’arte Luigi Cavadini del Comune di Como e approvata ieri dall’esecutivo di Palazzo Cernezzi sarà inaugurata a luglio e resterà aperta fino a novembre. Come previsto, dopo il flop del primo evento La città nuova. Oltre Sant’Elia curato da Marco De Michelis (meno di 17mila visitatori) e il buon risultato della tappa del 2014 firmata da Flaminio Gualdoni (23mila), ci sarà un nuovo curatore dell’esposizione. È un nome già molto noto alla cultura comasca e in particolare a chi si interessa di arte contemporanea.
Si tratta di Giacinto Di Pietrantonio, professore di storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, direttore della galleria d’arte “GAMeC” di Bergamo, tra i fondatori dell’associazione Musei d’Arte Contemporanei Italiani.
«A differenza delle prime due mostre, l’evento del 2015 avrà più opere di tipo “tridimensionale” e soprattutto molte più voci internazionali», dice Luigi Cavadini.
Come detto, tra i nomi più noti ci sarà quello di Maurizio Cattelan, noto per le sue opere provocatorie come L.o.v.e., ossia il “dito medio” di piazza Affari, di fronte alla sede della Borsa di Milano. «Avremo una sua opera storica», annuncia Cavadini, che in merito però non si sbottona ulteriormente. «Sarà una sorpresa», dice.
«La nuova mostra – spiega però l’assessore – rappresenta l’ultima tappa di un cammino dedicato al tema della città. L’appuntamento del 2015 guarderà la città dall’interno, parlando degli stili e dei modi dell’agire umano inserito nel contesto urbano. Oggi la città non è più la “Terra Promessa” dei futuristi ma un organismo complesso e multiforme. Siamo immersi nella società dello spettacolo, della comunicazione, liquida, dei “non luoghi”, dell’industria culturale, del controllo. Insomma la città è diventata un organismo complesso e anche simbolicamente attivo. Ed è con queste nuove realtà che oggi bisogna fare i conti».
Come annunciato ieri da Palazzo Cernezzi, la nuova esposizione «presenterà al pubblico opere che in maniera più “realista” mostrano luoghi e azioni della e nella città, e opere più astratte e simboliche che raccontano le dinamiche della città medesima». E così tra ponti e luci e folle, dice Cavadini, «vedremo la città come un corpo fatto di esterno e interno. E la mostra ci racconterà di esistenze, di vite di parti di città». «Non c’è ancora un titolo – ha dichiarato ieri in serata Di Pietrantonio – L’idea è entrare dentro il corpo stesso della città, nelle sue varie dimensioni, dalla politica al commercio».
Tema spinoso in passato perché argomento di polemiche è la gestione. Il bando relativo alla seconda tappa, Ritratti di città a cura di Gualdoni, andò clamorosamente deserto. E la mostra fu poi gestita con l’affidamento diretto alla Sae Comunicazione Integrata, agenzia milanese. «Per l’evento 2015 ci sarà un regolare bando pubblico come per il 2014 – annuncia Cavadini – Chi si assume la gestione si assume anche il rischio. Metteremo a disposizione una cifra per quanto ci è possibile e poi raccoglieremo alcuni sponsor. Chi vincerà il bando si dovrà assumere tutti i costi ulteriori. Spero che partecipino in molti, compresa la Sae che si è dimostrata all’altezza con una gestione corretta e con risultati buoni».
Nell’ottica di un uso più massiccio della villa, Cavadini annuncia anche la tappa comasca nella storica dimora, nei primi mesi del nuovo anno, della mostra del circuito internazionale di giovani artisti Jce Jeune Création Européenne, la biennale itinerante promossa dalla città francese di Montrouge, già “innamorata” della mostra Miniartextil di Como. E lavora anche a un altro evento “cerniera” da inserire prima della mostra di luglio. Intanto Villa Olmo tornerà a ospitare, nella seconda metà di giugno, la kermesse letteraria Parolario, prima sfrattata dalle grandi mostre e relegata a Villa Gallia. «Lavoreremo in modo da calibrare gli eventi con i restauri della villa e del parco – conclude l’assessore – per non creare interferenze».

Nella foto:
Luigi Cavadini, assessore alla Cultura, durante una visita guidata durante l’inaugurazione della mostra Ritratti di città

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