Grande mostra, attesa per costi assicurativi e bando. Il titolo provvisorio: “Vite di Città”

 La terza grande mostra di Villa Olmo dell’era Lucini, ultima pala di un trittico sugli spazi urbani riletti da artisti e architetti del XX e XXI secolo, attende ancora chi la gestirà. «Definiremo il titolo insieme con la società che gestirà l’evento», ha detto ieri l’assessore alla Cultura di Como Luigi Cavadini. E ha aggiunto: «Per individuare la società lanceremo un apposito bando, come l’anno scorso (andò però deserto, ndr). Lo faremo non appena avremo avuto la conferma per tutti i prestiti previsti, passaggio che ci permetterà di definire con esattezza i costi delle assicurazioni».
Un evento cruciale, per il lancio di Como in chiave Expo, questa terza mostra. Che per ora ha un titolo provvisorio. È quello che ha lanciato il sito Internet www.verybello.it, promosso dal ministro ai Beni culturali Dario Franceschini per sostenere la cultura tricolore in ambito Expo. Un sito che ha sollevato e continua a sollevare, sui social network e non solo, non poche polemiche, specie per l’uso disinvolto dell’inglese. Su tale sito, la grande mostra che terrà banco dal 17 luglio al 29 novembre prossimi è lanciata col titolo provvisorio Vite di Città, riprendendo così il solco tracciato dalla seconda tappa, l’evento Ritratti di città del 2014 (il ciclo si era aperto nel 2013 con La Città Nuova. Oltre Sant’Elia). La mostra, a cura del critico Giacinto Di Pietrantonio, viene segnalata sul sito www.verybello.it accanto ad altri eventi comaschi di rilievo specificamente rivolti al pubblico di Expo, e cioè gli “European Opera Days” e il live del cantautore Usa Jackson Browne in maggio al Teatro Sociale, l’edizione 2015 della mostra internazionale d’arte tessile “Miniartextil” dal 9 maggio al 21 giugno allo spazio Ratti, intitolata “Invito a Tavola”, più il “Festival della luce” in varie sedi cittadine che terrà banco per tutto il mese di giugno.
La mostra di Villa Olmo indagherà la trasformazione della città in organismo complesso e multiforme non più una città con un centro, ma con più centri che ha subito una profonda trasformazione. Sono attesi nella storica dimora neoclassica capolavori di maestri quali Balla, De Chirico, Lichtenstein e Cattelan che fissano nel nostro immaginario varie identità della vita urbana.

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