Grande mostra. Solo due mesi per il lancio

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L’evento di Villa Olmo. Si riaccende la polemica politica attorno all’evento culturale dell’anno che aprirà i battenti il prossimo 27 giugno

Si riaccende la polemica politica sulle grandi mostre, dopo il varo da parte del Comune di Como del bando per l’affidamento in gestione della nuova esposizione “Ritratti di città” che partirà in giugno. Il «soggetto qualificato» che vorrà aggiudicarsi l’organizzazione dell’evento culturale dell’anno a Como dovrà mettere sul piatto almeno 550mila euro. La mostra di Villa Olmo in via Cantoni 1 sarà inaugurata il 27 giugno. Ma la promozione relativa partirà «solo – parola dell’assessore

alla Cultura e al Turismo di Como Luigi Cavadini – quando avremo individuato il partner e concordato con lui l’organizzazione dell’evento in ogni dettaglio, compresa la pubblicità. Il piano di lavoro dobbiamo farlo con l’interlocutore che vincerà il bando, anche se ci aspettiamo che abbia le idee chiare su come muoversi dato che i partner potenziali per un investimento consistente come quello preventivato dal bando stesso è appetibile soprattutto per chi organizza grandi mostre a livello nazionale».
I conti sulla promozione sono presto fatti: la data ultima per la presentazione delle offerte è il 7 aprile. Non ci sarà molto tempo per lanciare la mostra, circa due mesi.
«La scelta di un partner esterno è una modalità operativa che deriva dal fatto di non usare più Como Servizi Urbani», chiosa l’assessore Cavadini. Infatti il Comune limiterà il suo intervento diretto a 47mila euro, come negli anni scorsi.
Quest’anno la grande mostra partirà in giugno, e non più a fine marzo come avvenuto dal 2004 al 2013. Dal 5 aprile al 2 giugno prossimi però a Villa Olmo sarà anticipata la mostra internazionale d’arte tessile “Miniartextil” e sempre nello stesso mese partirà la mostra collaterale all’evento di Villa Olmo interamente dedicata ad Aldo Galli, uno degli storici astrattisti comaschi che nella sua opera ha sviluppato a lungo e con varie declinazioni il tema della città. Questo evento si intitolerà “Aldo Galli. Astrazioni di città” e sarà visitabile fino a settembre. «Sarà una sorta di anticipazione della mostra di Villa Olmo – dice Cavadini – e quindi un trait d’union tra la Pinacoteca e Villa Olmo».
L’anno scorso per la mostra “La Città Nuova. Oltre Sant’Elia” Cavadini pronosticò con il curatore Marco De Michelis 50mila visitatori. Poi ne arrivarono solo 17mila. Quest’anno? «Non mi sbilancio», dice l’assessore.
«Due mesi? È l’ennesima prova dell’inadeguatezza della giunta e di Cavadini – commenta Sergio Gaddi, predecessore del critico d’arte nelle precedenti giunte Bruni e oggi consigliere di Forza Italia – Partiremo peraltro dopo aver perso il volano turistico fondamentale di Pasqua, del 25 aprile e del 1° maggio. Pensavano probabilmente che organizzare mostre fosse facile, invece dopo la scottatura dello scorso anno hanno scelto vigliaccamente la via più semplice, cioè privatizzare. Disintegrando in modo temo definitivo nove anni di esperienza che avevano portato a Villa Olmo 800mila visitatori e reso il Comune di Como soggetto capace di progettare mostre in autonomia».
Gaddi avrebbe scelto la via del bando all’inizio del progetto delle grandi mostre nel 2004? «No – dice il commercialista e organizzatore di mostre ormai a livello internazionale – Ma me la sarei aspettata lo scorso anno, l’avrei trovata più logica allora, quando il Comune aveva deciso di cambiare rotta dopo nove anni di successi a firma Gaddi. Allora l’avrei capita di più. Ora è una Caporetto. E con tutta la simpatia che si meritano mostre come “Miniartextil”, non vedo a Como qualcosa che possa ritenersi alternativo a mostre che singolarmente portavano a Villa Olmo 80mila persone. Oggi negli ambienti culturali milanesi non conto neanche più chi mi chiede come mai Villa Olmo sia fuori dal giro. Nella percezione generale ha chiuso».
Cavadini dopo Marco De Michelis, storico dell’architettura, punta sul critico d’arte Flaminio Gualdoni come curatore della prossima mostra che sarà sostanzialmente un percorso pittorico. Farà la differenza? «È un salto di qualità rispetto a De Michelis ma l’asticella certo non la sposterà. È una mostra che può andar bene in Pinacoteca. Non certo a Villa Olmo che non ha nel suo orizzonte eventi degni dell’ormai prossima Expo 2015. Siamo al deserto».

Nella foto:
Pubblico in coda per la mostra su Magritte che inaugurò il percorso delle grandi mostre di Villa Olmo nel 2004

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