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“Grandi Giardini”, la rete dei parchi è sempre più insubrica

Associazioni – Marketing territoriale “verde”

Cresce in chiave insubrica ma con una prospettiva internazionale l’associazione “Grandi Giardini Italiani” con sede a Villa Erba di Cernobbio, una rete di parchi storici privati e pubblici ideata quasi vent’anni or sono da una dinamica appassionata di verde, la scozzese Judith Wade. Una rete che quest’anno ha totalizzato 8 milioni di ingressi.«Abbiamo in programma per il

2014 due nuove reti di parchi, “Gardens of Switzerland” con 40 gioielli botanici tra Zurigo, Ginevra e il Ticino, e “Cento giardini per l’Expo” – annuncia la presidente del sodalizio – Sarà un itinerario di meravigliosi parchi per catturare il turismo legato all’esposizione universale milanese tra Lombardia e Canton Ticino».Un mese fa a Villa Erba “Grandi Giardini” ha riunito i cento proprietari dei parchi per varare la nuova iniziativa. «Vogliamo offrire ai 20 milioni di turisti attesi all’Expo un ritratto dell’area insubrica inedito – continua Judith Wade – Ai nostri associati chiediamo di offrire ai visitatori giardini e orti botanici a regola d’arte, recuperando lo spirito delle antiche ville gentilizie in cui il parco non era solo sfarzo ma anche garanzia di autosufficienza, per produrre il fabbisogno di frutta e verdura. Niente di meglio per rimanere in linea con i temi dell’Expo che sarà dedicata al tema dell’alimentazione. Noi abbiamo scelto di avvalerci della consulenza di un archivio storico come quello della ditta Ingegnoli di Milano per consentire ai nostri associati di usare le sementi adeguate».Non sono però tutte rose e fiori, c’è anche qualche spina. «Chi ha più beni culturali “verdi” come parchi e giardini storici non è il demanio, sono i comuni. I quali spesso purtroppo non hanno il patrimonio di conoscenze necessarie per far fruttare tali tesori in chiave di turismo culturale e di marketing territoriale», dice Judith Wade. Che però indica come esempi di eccellenza nel Comasco il parco comunale di Fino Mornasco, Villa Carlotta e la Fondazione Minoprio, e quella “Versailles italiana» che è Villa Arconati, a soli tre chilometri da dove sta sorgendo l’Expo.

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