Grandola, curva killer sulla “Regina”. Pronta una class action contro l’Anas

La Federconsumatori: «Asfalto pericoloso, bisogna intervenire»
Se a sbandare fosse stato un ragazzo dalla guida sportiva, non si sarebbe potuto dare la colpa alla strada. Ma sulla discesa della Formighera, a Grandola ed Uniti, lungo la statale 340 Regina, alla prima curva – in 4 mesi – hanno sbattuto 30 auto. E quasi sempre quando l’asfalto era bagnato.
Bastano due gocce d’acqua e la strada si trasforma in una lastra di vetro. Una trappola nella quale è cascato qualsiasi tipo di automobilista. Persino i residenti della zona che si suppone conoscano

le insidie della Regina a menadito. Dopo aver raccolto diverse segnalazioni, la Federconsumatori Como – associazione a tutela dei consumatori, legata alla Cgil – sta per inviare una lettera all’Anas, ente proprietario della strada, e non esclude di avviare un’azione per ottenere il risarcimento dei danni.
Stando ai racconti degli incidentati, non bisogna affrontare la strada come un pilota di rally per perdere aderenza: in caso di pioggia, dicono, è sufficiente impostare la curva a 30 km/h per finire in testacoda. A chi, accorgendosi della sbandata imminente, ha provato a sfiorare il freno, non è andata meglio: l’auto scivola, allarga la traiettoria e sbatte contro roccia e guardrail. E se appoggiarsi al muretto a 30 km orari, per un automobilista, significa solamente pagare un conto salato al carrozziere, per un motociclista – come il tedesco che domenica è scivolato sulla curva “di vetro” – il rischio è molto più serio.
Il 3 agosto la trappola sulla Regina aveva tradito anche un residente della zona, Luigi Galli, 45enne di Tremezzo. «È accaduto tutto a velocità bassissima – racconta – andavo a 30, massimo 40 all’ora. Pioveva. Alla prima curva della discesa della Formighera ho dato un colpettino di freni e l’auto ha slittato in modo incontrollabile e imprevedibile, finendo contro il muro. Subito dopo altri due automobilisti hanno avuto lo stesso incidente. Giovedì sera sono passato in senso contrario e ho visto un ragazzo di Como, con una Panda schiantata contro il muro. Anche in quel caso, stessa dinamica».
La lista, dice Galli, è lunga. «Il mio carrozziere – dice – ha recuperato una trentina di auto, in questo punto, da giugno a oggi. E so che nella stessa curva ha sbattuto pure un carro attrezzi carico. Per avere un’auto paghiamo bollo e tasse – conclude Galli – ma se sbattiamo a causa di una strada sdrucciolevole, chi paga?».
Secondo la Federconsumatori paga, o meglio, dovrebbe pagare l’Anas.
Nella lettera all’ente proprietario della strada, Silvana Brenna – presidente di Federconsumatori – scrive: «I nostri assistiti, che si sono dovuti rivolgere a diverse carrozzerie per riparare le autovetture, intendono chiedere il totale rimborso delle spese sostenute».
«In quella curva hanno sbattuto almeno 30 auto negli ultimi mesi – precisa Silvana Brenna – Anas deve immediatamente verificare l’asfalto e intervenire, c’è preoccupazione tra i residenti per la sicurezza di chi guida. Non parliamo di ragazzi dalla guida sportiva, ma di persone normali che hanno perso il controllo a velocità bassissime».
In una delle segnalazioni inviate a Federconsumatori un comasco scrive che, la sera del 5 agosto, nel pezzo di strada incriminato, «l’auto ha perso aderenza improvvisamente, senza che io abbia fatto alcuna manovra brusca, andando in testacoda e sbattendo contro la roccia». Anche in quel caso la strada era bagnata. Alla prima pioggia sull’asfalto si forma una patina di acqua e olio che rende l’auto ingovernabile.

Andrea Bambace

Nella foto:
In caso di pioggia, dicono, è sufficiente impostare la curva a 30 km/h per finire in testacoda lungo la “Formighera”

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