Gravedona, la maternità è a rischio. In base alle normative vigenti, l’ostetricia potrebbe chiudere

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Consiglieri regionali comaschi mobilitati per salvare la maternità dell’ospedale “Moriggia Pelascini” di Gravedona e Uniti. Lo scorso anno, nel reparto i neonati sono stati solo 227 e l’ostetricia, in base alle normative sui punti nascita, rischia la chiusura.

Un’ipotesi contro la quale è stata presentata un’interrogazione all’assessore alla Sanità del Pirellone, Mario Mantovani.

Il documento ha avuto come primo firmatario il consigliere di Fratelli d’Italia Francesco Dotti ed è stato illustrato in aula dal consigliere regionale lariano della Lega Nord Dario Bianchi. L’iniziativa è stata sostenuta anche da Daniela Maroni della Lista Maroni.

«L’annunciata chiusura del punto nascite di Gravedona non ci trova d’accordo – hanno sostenuto i consiglieri regionali – Siamo convinti che sia sbagliato fondare i criteri per la dismissione di un reparto ospedaliero solo sulla fredda logica dei numeri. Si dovrebbe anche considerare la conformazione geografica del territorio, particolarmente disagiata, che costringerebbe le partorienti della zona a trasferte lungo arterie viabilistiche disagevoli».

Se fosse chiusa la maternità dell’ospedale di Gravedona, il presidio più vicino sarebbe quello di Chiavenna, in provincia di Sondrio, a una distanza di circa 35 chilometri. Per restare in provincia di Como, la soluzione sarebbe percorrere 60 chilometri per raggiungere il Sant’Anna, a San Fermo della Battaglia o in alternativa il Valduce, nel capoluogo.

«Per costruire un’ipotesi di soluzione che concili le esigenze di sicurezza per le donne e i neonati saranno organizzati in futuro incontri su base territoriale – ha risposto l’assessore regionale alla Sanità – L’obiettivo primario è la sicurezza del parto».

«È fondamentale che gli incontri tra le Asl coinvolte annunciati in aula dall’assessore Mantovani avvengano al più presto – hanno detto Dotti e Bianchi – Quella dell’Altolago è una zona disagiata. Per questo è importante che nel progetto di riforma della sanità anche l’area territoriale della Comunità montana Lario-Intelvese e dell’Altolago siano incluse tra le Asl di montagna, come si prospetta per la provincia di Sondrio. Il rischio, che non possiamo assolutamente correre, è quello dell’isolamento».

«Dobbiamo impedire la chiusura del reparto maternità dell’ospedale di Gravedona ed Uniti, che serve un’area con condizioni territoriali disagiate – ha aggiunto Daniela Maroni – Data l’ubicazione e il servizio che rende alla comunità, il “Moriggia Pelascini” ha un ruolo importante e serve un’utenza vasta. La chiusura creerebbe disservizi gravi».

È fiducioso il direttore sanitario dell’ospedale di Gravedona.

«Oltre ai numeri, credo che valga la peculiarità del territorio – ha sottolineato Roberto Antinozzi – Posso dire che la proprietà del Moriggia Pelascini ha tutta l’intenzione di mantenere attivo il punto nascita».

Anna Campaniello

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