Crisi Canepa, Graziano Brenna: «Mai visto nulla di simile»

Crisi Canepa

Un anno che sembrava volgere al meglio per il tessile. O quantomeno che sembrava potersi chiudere senza troppi affanni.
«Poi un lampo a ciel sereno ha portato, da metà ottobre, ad addensarsi nubi scure sul nostro comparto. E ormai, arrivati quasi a fine dicembre, ci ritroviamo a dover commentare altri 365 giorni caratterizzati dalla crisi». Le parole sono dell’imprenditore serico Graziano Brenna – per tre mandati vicepresidente degli industriali comaschi – e prendono spunto dalla crisi della storica azienda tessile Canepa. Occasione triste per tracciare un bilancio del settore, da sempre trainante per il territorio comasco ma che più «di altri ha risentito e risente della crisi – spiega Brenna – Le motivazioni possono essere molteplici. Innanzitutto il comparto tessile, non producendo beni di prima necessità è tra quelli che le persone possono decidere di sacrificare e dunque, inevitabilmente, può essere colpito più di altre categorie dalla recessione». E inoltre il discorso si amplia andando a inglobare anche un ragionamento sulle nuove generazioni. «I consumi inoltre oggi si muovono su binari diversi rispetto al passato. Oggi un giovane se deve decidere cosa comprare tra un telefono di ultima generazione o una bella giacca, sceglierà sicuramente il primo. Dunque si tratta di un insieme di fattori che hanno contribuito a rendere sempre più difficoltoso riemerge dalla crisi. E per il 2018 come detto questi ultimi tre mesi hanno rappresentano una vera e propria sorpresa, in negativo», aggiunge sempre Brenna che interviene anche sul caso Canepa. «Simili episodi contribuiscono anche a togliere affezione verso il nostro lavoro da parte delle famiglie e dei giovani. Ma ciò che più mi ha colpito è vedere come, nel volgere di pochi mesi, quello che doveva essere un piano di rilancio granitico, basato sulla presenza di un Fondo importante si sia dissolto al sole. Faccio questo lavoro da 53 anni ma non ho mai visto nulla di simile», chiude Brenna.

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