Green pass, scatta l’obbligo anche al ristorante. Nuove regole per le zone

Green pass Como, certificazione vaccinazione Covid 19

La decisione è stata presa nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 22 luglio 2021 dal Consiglio dei ministri e in seguito annunciata dal premier Mario Draghi. Anche in Italia, così come accade da qualche giorno in Francia e in altri Paesi europei si dovrà mostrare il green pass, il passaporto vaccinale, per entrare al ristorante. Il provvedimento, contenuto nel decreto pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale entrerà in vigore da venerdì 6 agosto.

Certificazione verde per tutti i locali al chiuso e in cui si consuma al tavolo, ovvero anche per bar (non per il caffè al banco), pub, pizzerie e fast food. Sarà sufficiente una dose di vaccino per entrare e sedersi. Il green pass viene chiesto a tutti i maggiori di 12 anni.

Se per bar e ristoranti erano rimasti dei dubbi, ieri il green pass è stato confermato anche per assistere alle manifestazioni sportive, agli spettacoli, per andare al cinema ed entrare nei teatri, nei musei, nelle sale giochi, ma pure per andare nelle piscine, nelle palestre, oltre che a fiere, sagre, convegni, parchi di divertimento e tematici.

Ancora nessuna decisione invece sulle discoteche, che rimangono così ancora chiuse. Il nuovo decreto rinnova inoltre lo stato di emergenza sanitaria su tutto il territorio nazionale fino al 31 dicembre di quest’anno (la scadenza precedente era il 31 luglio, tra pochi giorni).

Vengono infine modificati i parametri che determinano le fasce di rischio per le regioni (oggi tutta Italia e in area bianca). Più che nel passato si terrà infatti conto della soglia di occupazione dei letti di terapia intensiva. Il ministro della Salute, Roberto Speranza ha illustrato ieri sera i nuovi criteri. Per passare in zona gialla, il riferimento sarà almeno il 10% dei posti occupati in terapia intensiva e il 15% dei letti in area medica. Per andare in arancione 20% terapia intensiva e 30% area medica. Per la rossa 30% e 40%.
La bozza del decreto, prima del Consiglio dei ministri aveva avuto il benestare dei presidenti delle Regioni ed era stata sottoposta anche ai gruppi di maggioranza in Parlamento.

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