Green pass, trasporti e sanzioni: i nodi del rientro a scuola

scuola via Perti Como

Mancano due settimane all’inizio della scuola e molti sono ancora i nodi da risolvere. È dello scorso 26 agosto l’ultima riunione del Tavolo nazionale sul Protocollo sicurezza nelle scuole cui hanno partecipato i sindacati. Green pass obbligatorio, sospensioni e sanzioni del personale i temi più caldi in discussione.
«Il problema più grosso sarà gestire la sostituzione di quelli, fra personale docente e non, che non avranno il green pass» è la preoccupazione di Salvatore Monteduro, segretario provinciale Uil Como-Lecco.

«L’altra questione – continua il segretario – è quella strutturale delle scuole, per esempio la garanzia del distanziamento che presenta ancora una serie di criticità. Bisognerà poi capire come verrà gestito il nodo del trasporto pubblico locale, con la ripresa non solo della scuola ma di tutte le altre attività a pieno regime, questa sarà la vera cartina di tornasole della reale capacità di far fronte alla ripresa».

Quanto al rifiuto di vaccinarsi tra il personale scolastico del Comasco la sensazione di Monteduro è che la percentuale non superi il 10-15%. Secondo Regione Lombardia, è pari al 12% la quota di personale scolastico che non ha ricevuto neppure la prima dose in provincia di Como. Una percentuale limitata che, secondo Monteduro, «farà sì che per lo meno non ci saranno problemi di reperibilità di eventuali sostituti o di sospensioni dal lavoro tra coloro che non rispettano le normative».

«Un po’ di preoccupazione c’è – conclude Monteduro – ma mi fa ben sperare che molti giovani stiano rispondendo alla raccomandazione di vaccinarsi, ciò dovrebbe produrre un vantaggio nel tenere sotto controllo il contagio».

Quanto a coloro che si rifiutano di fare il vaccino e che non hanno giustificazioni dovute a fragilità o patologie, Monteduro ritiene che fino a quando non ci sarà l’obbligatorietà del green pass, i costi dei tamponi non debbano essere a carico dei lavoratori, ma del sistema sanitario nazionale. «Il sindacato comunque si muove nell’ottica di una sensibilizzazione alla campagna vaccinale – conclude il segretario della Uil – non solo per i lavoratori ma per tutti i cittadini, a maggior ragione per la platea degli over 60 che è più a rischio».
Nel suo intervento la Flc-Cgil ha chiesto, a livello nazionale, che venga immediatamente attivato il confronto previsto dal Protocollo sulle problematiche connesse al green pass. «Non è ritenuto ipotizzabile, nelle scuole, un controllo quotidiano dei lavoratori che accedono agli istituti – scrive la sigla sindacale – abbiamo chiesto chiarimenti anche riguardo le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, nonché riguardo alle sanzioni chiaramente spropositate e irragionevoli come sembra emergere anche dalla nota dipartimentale del 13 agosto».

Rispetto ai tamponi: «abbiamo chiesto di precisare la procedura di accesso al tampone gratuito per tutti coloro che ne avessero necessità (compreso chi pur essendo vaccinato entri in contatto con un positivo o contragga il virus, o chi non ha ancora il green pass per questioni burocratiche). Infatti, il costo del tampone per poter lavorare in sicurezza non può ricadere sul lavoratore».
Al Ministero della Salute, è stata inoltre chiesta la possibilità di riattivare una corsia preferenziale per la vaccinazione del personale scolastico.

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