Greta e Vanessa ricordate a Rebbio durante il Capodanno solidale per la Siria

gretavanessa(p.an.) «We are Greta Ramelli and Vanessa Marzullo…»: un video di pochi secondi pubblicato su YouTube nell’ultimo giorno del 2014 preoccupa, ma ridà anche speranze per le due cooperanti rapite in Siria il 31 luglio scorso. Le due ragazze, una di Gavirate e l’altra di Brembate, avevano molti amici nel Comasco. La notizia è arrivata a Rebbio mentre era in corso il “Capodanno solidale interetnico” all’oratorio di via Lissi. Una serata di solidarietà e accoglienza promossa dalla parrocchia, dall’Appello Abc e dalle Rose di Damasco onlus (che ha sede operativa ad Asso e una rete di punti di raccolta gestiti da volontarie in tutto il territorio) e che dieci giorni prima del rapimento aveva invitato Vanessa e Greta per promuovere una raccolta di medicinali e pacchi alimentari, da inviare in Siria.
Durante il Capodanno solidale vi è stato così un momento di riflessione proprio per le due ragazze e anche per padre Paolo Dall’Oglio, prigioniero ormai da un anno e mezzo. «Sono nostri amici», si limitano a dire gli organizzatori dell’evento. Che rispettano l’indicazione di non commentare le notizie sulle ragazze rapite. «Adesso più che mai devono lavorare i servizi preposti, evitiamo le congetture, evitiamo di pubblicare cose non verificate – si legge sulla pagina Facebook del gruppo Assistenza sanitaria in Siria Horryaty – Evitiamo di mettere ancora una volta di più in pericolo Vanessa e Greta». E ancora: «Il silenzio è un ottimo alleato, per la stampa vale il no comment solito. A noi interessano solo le ragazze, vive».
Anche a Capodanno intanto sono state raccolte coperte, vestiario, farmaci e giochi da inviare all’interno di container al popolo siriano. Ed è stato venduto il sapone di Aleppo per pagare i costi di spedizione.
Pure una fonte vicina agli 007 italiani chiede riserbo. Salvatore Marzullo, padre di Vanessa, si dice «ottimista». «Sembra stiano abbastanza bene anche se in una condizione difficile», ha dichiarato ieri.
Intanto le ragazze, con il capo coperto dal velo e vestite di nero, dicono di essere in «estremo pericolo» e fanno un appello al governo affinché possano «tornare a casa prima di Natale».
Natale è trascorso, ma non si perde la speranza di riportare Vanessa e Greta in Italia.

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