Gridavilla: «I topi possono trasmettere malattie infettive»

Il responsabile del dipartimento veterinario dell’Asl
«I topi sono potenziali vettori di malattie infettive e la lotta ai roditori, negli edifici privati come nei luoghi pubblici, è importante proprio per scongiurare il rischio di trasmissione di patologie quali leptospirosi e salmonella». Il responsabile del dipartimento veterinario dell’Asl di Como, Giulio Gridavilla, mette in evidenza i rischi connessi alla sempre maggiore diffusione di colonie di topi nel capoluogo lariano.
In città si sono moltiplicate le segnalazioni per la

presenza di ratti in molte zone, dall’area della ex Ticosa fino addirittura a piazza Cavour. La mappa dei roditori comprende poi anche piazza Roma, via Cesare Cantù, via Mentana, il parco di Villa Olmo e via Giulini, solo per citare le ultime lamentele sul tema, oltre alle zone in prossimità di rigagnoli d’acqua.
La derattizzazione non compete all’Azienda sanitaria, che ha solo il compito di vigilare sulla correttezza degli interventi nei luoghi pubblici. «In caso di spazi privati tocca al proprietario occuparsi della lotta ai roditori – sottolinea Gridavilla – Diversamente tocca all’ente pubblico farsi carico della derattizzazione, rivolgendosi a ditte specializzate».
La presenza di topi deve essere scongiurata in particolare ovunque siano conservate derrate alimentari. «È fondamentale evitare il rischio di contaminazione degli alimenti – afferma lo specialista – che può avvenire tramite il contatto diretto con i roditori oppure anche attraverso gli escrementi dei topi. Proprio per questo, tutti gli operatori del settore alimentare devono rispettare norme specifiche per la lotta ai roditori e sono sottoposti a controlli periodici e verifiche da parte di tecnici dell’Asl del capoluogo».
Il rischio di contagio di malattie infettive non risparmia gli animali domestici. «I più a rischio sono i cani, che possono contrarre la leptospirosi – precisa Gridavilla – Ai proprietari di questi animali, dunque, consigliamo sempre di sottoporre il loro cane all’apposita vaccinazione, che non è obbligatoria, ma vivamente caldeggiata per evitare spiacevoli problemi».
E anche se non esiste una mappatura delle colonie di roditori né una stima su quale sia il numero degli esemplari presenti, gli esperti dell’azienda sanitaria confermano comunque un incremento nell’ultimo periodo. Tra le cause della proliferazione dei roditori la scarsa manutenzione delle fognature e la piaga delle discariche a cielo aperto, ma anche la modalità di raccolta dei rifiuti, che porta ad avere i sacchi della spazzatura lasciati per molte ore sulle strade.
«Sia nel caso di privati, che si occupano personalmente della lotta ai roditori, sia nel caso di aziende specializzate – conclude Gridavilla – è fondamentale scegliere bene le esche e soprattutto i punti nei quali collocarle».

Anna Campaniello

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