Gualtiero Marchesi: «Amo il pesce di lago»

Eccellenze della gastronomia ieri a Tremezzo
Lo sviluppo turistico della Tremezzina passa dalla strada dell’unione del bello e del buono, dei tesori dell’arte e della storia, con i sapori della ristorazione tradizionale.
È il messaggio che la delegazione lariana della Accademia Italiana della Cucina ha voluto lanciare forte e chiaro ieri a Tremezzo, con un incontro celebrativo di tre ricorrenze, in modo diverso ma tutte storiche: ai 150 anni dell’Unità nazionale e ai cento dalla morte di Pellegrino Artusi, uno dei grandi maestri

della gastronomia italiana, si unisce, infatti, il 50° dalla costituzione della delegazione di Como della Aic.
O, per dirla con le parole di Enzo Pomentale, delegato lariano per l’Accademia, «dal passaggio della campana, il simbolo che marca la costituzione di ogni delegazione locale, a Como».
Nata proprio, tra l’altro, sulle sponde di questa che è unanimemente riconosciuta come la miglior vetrina del Lario. Tra i fondatori, in quel lontano 1951, Gian Giuseppe Brenna. «La Tremezzina è la terra di mio padre, un amore inestinguibile in cui ha messo molta energia per portare sviluppo turistico e culturale», sono le parole con cui Franco Brenna ricorda il padre. «Una giornata come quella di oggi – dice ancora il figlio del fondatore della Aic lariana – rappresenta sicuramente un grande riconoscimento per tutto quanto mio padre ha fatto per la cultura gastronomica e artistica di questa terra. In più, oggi c’è Casa Brenna Tosatto, un nuovo punto di approdo per una cultura sobria, nell’arte come nella gastronomia».
«Sobrietà» è la parola d’ordine anche di Enzo Pomentale: «La cucina lariana è fatta di prodotti semplici e poveri: a questi vanno aggiunte cultura e creatività per ottenere, così, risultati gradevoli per tutti».
Tra gli estimatori della cucina lariana un nome spicca su tutti: Gualtiero Marchesi. «Sono un amante del pesce di lago – è il riconoscimento del maestro della gastronomia italiana che ha di recente inventato due panini per McDonald – C’è chi dice che non sa di niente, che è dolce: l’apprezzo proprio per questo, perché soddisfa il gusto dolce della mia bocca. Non capisco perché debba essere così maltrattato».
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare Il principe dei cuochi, libro che Maria Cristina Magni, autrice di Desio ma con forti radici nella Tremezzina, ha dedicato al cuoco Martino di Como, «che ha segnato il passaggio della cucina italiana dal Medioevo al Rinascimento».

Franco Cavalleri

Nella foto:
Da destra, lo chef di fama internazionale Gualtiero Marchesi con Enzo Pomentale e Franco Brenna ieri al convegno dell’Accademia Italiana della Cucina di Tremezzo (foto Fkd)

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