Guardia medica notturna. Molto presto altre chiusure

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L’Asl: «I numeri non giustificano un servizio come quello attuale»

Una visita ogni due giorni, per i medici in servizio nelle sedi più “affollate”.
Una ogni due settimane, invece, per i camici bianchi in servizio in quelle meno frequentate.
Sull’intero territorio provinciale, gli attuali 15 ambulatori della continuità assistenziale, ogni notte, tra le 20 e le 8, effettuano complessivamente meno di 5 visite.
Soltanto l’ambulatorio del capoluogo, peraltro con 2 medici sempre presenti, tocca la quota di una visita per notte.
Per il servizio

di continuità assistenziale, ovvero l’ex guardia medica, l’Asl di Como spende oltre 3 milioni di euro l’anno.
L’attività, normative alla mano, funziona come «completamento dell’assistenza offerta dalla medicina generale e dalla pediatria di famiglia» e opera quindi dalle 20 alle 8 di tutti i giorni feriali e dalle 8 del sabato e dei giorni prefestivi fino alle 8 del lunedì o del giorno festivo successivo.
Nelle ore notturne, dalle 8 alle 20, nei primi sei mesi dell’anno in corso, i medici in servizio hanno effettuato complessivamente 866 visite a domicilio – 4,78 al giorno di media – delle quali 524 dalle 20 alle 24 e 342 dalle 24 alle 8. A Pognana Lario, da gennaio a giugno, sono state effettuate, nella fascia notturna, 7 visite. Il numero sale a 15 a Dongo, a 18 a Cernobbio e a 20 a Menaggio. Il record assoluto di lavoro, invece, spetta a Como, con 184 pazienti visitati a domicilio, seguita da Erba con 103 e Lomazzo con 93.
Nei giorni scorsi, l’annuncio dell’Asl della chiusura, nelle ore notturne, della sede di Menaggio della continuità assistenziale ha sollevato una levata di scudi dei rappresentanti sindacali, compresi quelli dei medici.
Alla luce dei dati che fotografano l’attività del servizio, però, l’Azienda Sanitaria Locale di Como non soltanto difende la decisione ma annuncia anche un piano ben più ampio di riorganizzazione di tutto il servizio.
«Quindici ambulatori aperti, con la presenza fissa di un medico, per 5 visite a domicilio per notte, oggettivamente, non sono giustificati – dice il direttore generale dell’Asl, Roberto Bollina – Peraltro, tengo a sottolineare che non parliamo di un servizio di urgenza ed emergenza. La continuità assistenziale non gestisce le urgenze ma si occupa di pazienti cosiddetti “codici bianchi”. In pratica, è un servizio che integra i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta».
Le chiamate dei pazienti, da anni, convergono tutte su un’unica centrale, allestita a Villa Guardia, nella base operativa del 118. «Qualora il medico in servizio ritenga necessaria una visita del paziente – dice ancora Bollina – allora viene inviato il professionista libero più vicino. Che parta da una sede piuttosto che da un’altra, per il cittadino non fa alcuna differenza».
Da qui il piano dell’Asl che prevede la chiusura progressiva degli ambulatori durante la notte e, al contempo, un incremento delle sedi attive il sabato, la domenica e nei giorni festivi. «Oltre alla sede centrolariana di Menaggio andremo a chiudere, esclusivamente nelle ore notturne, sedi quali Carbonate e Pognana Lario, per citarne alcune. Progressivamente, poi, ne individueremo ancora altre. L’obiettivo è di avere un massimo di 7-8 ambulatori aperti tutte le notti. Di converso, il secondo obiettivo è potenziare la presenza durante il giorno – aggiunge Roberto Bollina – Stiamo pensando a nuovi ambulatori diurni nella zona di Carlazzo o di Bellagio, per fare due esempi. Ci confronteremo in tempi rapidi con il territorio e anzi aspettiamo eventuali consigli e suggerimenti dai sindaci per mettere a punto un piano efficace».

Anna Campaniello

Nella foto:
L’Asl di Como è alle prese con un programma di ridimensionamento della guardia medica notturna in provincia

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