Guarisco: «Per le mie parole un polverone basato sul nulla»

altParla il capo di Gabinetto
(e.c.) «Non ho nulla da aggiungere e nulla da replicare. Sono in montagna e sono tranquilla». Valeria Guarisco, capo di Gabinetto del Comune di Como, da giorni è al centro di una infuocata polemica relativa alla prossima mostra di Villa Olmo. Nel mirino dei gruppi di opposizione, in particolare, è finita la frase pronunciata dalla dirigente di Palazzo Cernezzi nel corso dell’ultima Commissione Cultura. Nello spiegare come l’amministrazione sia arrivata ad assegnare l’organizzazione dell’evento alla milanese Sae Comunicazione, la Guarisco ha pronunciato queste parole: «Se questo progetto fosse stato presentato nell’ambito della gara aperta non sarebbe stato accettato, perché era mancante di requisiti essenziali quali un progetto del bar o la definizione di un piano di comunicazione».
Ieri, di fronte ai virulenti attacchi di Forza Italia e Nuovo Centrodestra, la Guarisco ha comunque fatto un minimo strappo al protocollo del “non voglio replicare”. «Su quanto accaduto in Commissione – afferma la dirigente – si è scatenato un polverone per qualcosa di meramente ipotetico, che tra l’altro non si è verificato». Il riferimento è alla teorica mancanza di requisiti della proposta formulata dalla Sae rispetto ai dettami del bando pubblico poi andato deserto. Uno scenario che – pur se veritiero – secondo il capo di Gabinetto è poi stato annullato dai diversi criteri sui quali si è basata la successiva trattativa privata. «A oggi – conclude la Guarisco – posso dire che l’organizzazione della mostra è stata affidata in modo corretto, in base a un progetto coerente presentato da una società che ha i requisiti e che ha presentato tutte le autocertificazioni necessarie, ora al vaglio degli uffici».

Nella foto:
Valeria Guarisco

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