Guerra sul futuro della Funicolare: salta l’ipotesi della liquidazione

Funicolare Como-Brunate

Il carrozzone cantato da Renato Zero andava avanti da sé, quello comasco sale e scende dalla collina di Brunate. E provoca, a valle, una guerra politica trasversale, nella quale i rappresentanti dei partiti di centrodestra e di centrosinistra si fronteggiano in ordine sparso.
Martedì sera, l’assemblea dei soci del Consorzio Pubblici Trasporti (Cpt) ha bocciato la proposta del consiglio di amministrazione di messa in liquidazione subordinata alla cessione della Funicolare. La maggioranza dei Comuni presenti alla riunione – pari al 31% del capitale sociale – ha detto no all’ipotesi del Cda, soltanto il 16% l’ha invece approvata. Resta quindi in sospeso il futuro del Consorzio, società pubblica proprietaria dell’impianto Como-Brunate.
I tre componenti del Cda – Alberto Mascetti (Lega Nord), Federica Bernardi (Forza Italia) e Silvia Tresoldi (Pd) hanno anche annunciato di volersi dimettere subito dopo l’approvazione del bilancio. Nella nuova assemblea, che sarà convocata a breve, potrebbe però essere iscritta all’ordine del giorno una seconda proposta, vale a dire la fusione del Consorzio con Spt.
È questa, infatti, la via d’uscita indicata soprattutto dai sindaci del Partito Democratico, contrari alla liquidazione e favorevoli, invece, a una incorporazione nella società di via Aldo Moro, oggi presieduta dall’ex sindaco di Orsenigo, Licia Viganò.
La vicenda è complicatissima e difficile da riassumere. Da un decennio, il Consorzio Pubblici Trasporti – di cui sono soci 115 Comuni della provincia di Como – ha praticamente dismesso ogni attività propria, mantenendo unicamente la proprietà della Funicolare. Cpt non ha dipendenti e si limita a incassare le quote dell’affitto dell’impianto di piazzale De Gasperi.
Dopo anni in cui si è dibattuto sull’opportunità di chiudere un ente da molti definito «inutile», adesso si è giunti a un punto di non ritorno, grazie anche alla Legge Finanziaria che obbliga gli enti locali a razionalizzare le proprie partecipazioni in società a capitale pubblico.
A tutti è chiaro che non è più possibile mantenere in vita il Consorzio, ma le scelte sui modi e sui tempi della chiusura divergono. C’è chi vuole mettere in liquidazione la società non prima di aver venduto la Funicolare al migliore offerente. E chi, invece, propone la fusione con Spt per mantenere la proprietà pubblica dei vagoni che ogni giorno collegano il capoluogo con Brunate.
La partita resta aperta, anche se il voto di martedì sera sembra far pendere la bilancia dalla parte di chi vorrebbe incorporare il Consorzio in Spt.
In ballo c’è un patrimonio storico del trasporto locale comasco. La Funicolare, appunto, attiva ormai dal 1894.

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