Guide turistiche e agenzie bocciano la mostra in estate

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Coro unanime: «Periodo infelice. E la rassegna è troppo di nicchia»

Non c’è mostra che tenga. E non c’è periodo dell’anno più o meno favorevole. Como, semplicemente, non è una città in grado di attirare turisti grazie al richiamo esercitato dalle grandi esposizioni di Villa Olmo. Almeno a sentire gli addetti del settore. E se in passato l’era Gaddi, con nomi di forte impatto, aveva comunque generato attenzione e interesse su quanto accadeva in riva al lago, l’era Cavadini, cominciata nel 2013, sembra invece essere meno appetibile. E a nulla servirà lo

spostamento in calendario – nel periodo compreso tra giugno e novembre – della nuova rassegna. Ovvero la prosecuzione del progetto culturale avviato nel 2013 con l’esposizione dedicata a Sant’Elia che il prossimo anno raggrupperà, sotto il titolo “Ritratti di città”, opere di nomi quali Giorgio De Chirico, Boccioni, Carrà, Balla e molti altri. Dunque, ancora una kermesse dedicata all’interpretazione del tema urbano nelle declinazioni pittoriche e architettoniche della seconda metà del Novecento.
«È inutile discutere di un banalissimo cambio di data. Non ha senso e non sposterà nulla – interviene Roberta Caprani, coordinatrice e presidente dell’Associazione Guide turistiche di Como – Quest’anno, durante i mesi della mostra, non abbiamo ricevuto neanche una chiamata di turisti in arrivo in città per la rassegna che poi chiedevano anche di poterci legare una visita alle bellezze di Como. Neanche una». Lo spostamento è stato motivato dall’assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, con diverse ragioni. A partire dall’esigenza di allineare, sin dal 2014, i tempi della grande mostra a quelli che, nel 2015, coincideranno con l’Expo. Il fine è attirare più turisti possibili nell’anno dell’esposizione universale. «Ma vengono proposte mostre troppo settoriali – aggiunge la Caprani – Possono piacere a noi, agli addetti ai lavori, ma certamente non al pubblico. Un conto è proporre un nome di forte richiamo e anche in quel caso si fa molta fatica, un conto è una mostra super specialistica. Non ci vanno. Non hanno interesse. Non tutti, inoltre, hanno la cultura per affrontare un simile percorso. Se si vuole promuovere Como in questo modo, allora è meglio non farlo».
«Sono esposizioni troppo di nicchia. Chi arriva in città, magari per uno o due giorni di visita, può concedersi qualche ora per una mostra a Villa Olmo solo se il nome attira. E non è certamente questo il caso. Noi stessi facciamo già fatica a spiegare il Razionalismo e nomi illustri come quello di Terragni ai visitatori. Impensabile proporre una kermesse così evidentemente destinata a esperti», chiude Roberta Caprani.
Pollice verso anche da alcune agenzie di viaggio cittadine. I flussi turistici – è la sentenza inappellabile – non sono e non saranno influenzati in alcun modo da un cambio di data della grande mostra. Ancor meno con esposizioni di simile natura, pur prestigiose e culturalmente elevate ma che respingono il pubblico.
«Francamente non è proprio questo il problema – spiega Franca Nives Scavino dell’agenzia Viaggi Ronchi di Lungo Lario Trento – La verità è che non se la fila nessuno. Non è mai esistito un turismo specifico in arrivo a Como per l’esposizione di Villa Olmo». Anche perché molto spesso «chi va alla mostra alla fine lo fa spesso in autogestione. Se è interessato si comprerà il biglietto online, arriverà magari in macchina e non passerà dalle agenzie. Noi non abbiamo dati rilevanti sul tema», conclude la Scavino.
«Il cambio di data? Forse potrebbe essere utile. Ma a un patto: che si tratti di una mostra “forte”. Di un nome di prestigio tale da consentire a noi agenti di viaggio di inserire l’esposizione in un pacchetto turistico di richiamo. E non è certo questo il caso – aggiunge Paolo Perazzoli di Viaggi Plinio – Anche perché il lago di Como in aprile e maggio si vende senza difficoltà. Più dura in estate». Anche se una considerazione a più ampio respiro delinea un quadro ben differente. «La verità è che negli ultimi anni, comprese le mostre finali di Sergio Gaddi, sono arrivati, ovviamente nella mia esperienza, solo tre gruppi in città per l’esposizione. E si trattava di viaggi da un giorno – spiega sempre Perazzoli – Le kermesse pittoriche spostano grandi comitive solo se sono di assoluto richiamo e vengono organizzate in città internazionali come Roma, Barcellona o Parigi. Chi arriva a Como è per lo più un turista regionale».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Villa Olmo si conferma anche per l’anno prossimo come sede di prestigio per le grandi mostre, anche se non ancora in grado di attirare turisti

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