Guido Cappellini e la tragedia sul Lario: «La sicurezza si crea con l’aiuto di tutti»

Guido Cappellini

«Ci sono stati due incidenti nautici nel giro di pochi giorni, il primo sul Garda e il secondo sul Lago di Como. Se vogliamo fare una sintesi estrema, credo che entrambi dimostrano la necessità di mettersi al timone di una barca solo con esperienza». Pure un pilota esperto come Guido Cappellini, dieci volte campione del mondo di motonautica di F1 Inshore, quando naviga sul Lago di Como non corre mai rischi.

«Sulla mia barca ho sempre acceso il radar e quest’anno ho messo anche una termocamera per la visione notturna. Credo sia indispensabile per navigare con poca luce, anche solo per andare la sera in un ristorante. Non lo faccio perché voglio correre, ma solo per avere sicurezza».
Strumentazioni, quelle indicate da Cappellini, che non sono però previste per legge e soprattutto alla portata di tutti.

«Purtroppo, tanti non si rendono conto dei pericoli che corrono in barca – sottolinea il campione di motonautica, oggi team manager dell’Abu Dhabi Team – C’è ancora chi naviga senza luci, mettendo a rischio la sua e la vita degli altri. Chi affitta una barca senza la minima esperienza. Serve preparazione, sul lago come in mare».

Cappellini è stato tra i promotori della non chiusura del canale dell’Isola Comacina. «Creare la Ztl sarebbe stata una follia – dice – oggi la sicurezza del tratto di lago è data proprio dalla presenza quotidiana di 40-50 barche. Andrebbe però migliorata ancora la segnaletica. Poche ore fa mi hanno mandato la foto di una barca attraccata direttamente alla boa di segnalazione, verso Colonno. Quella messa all’ingresso verso Bellagio è invece poco visibile. Per fortuna ci sono altre barche a fare la guardia al canale. Se non ci fossero, sono sicuro che qualche sprovveduto entrerebbe in planata. Le regole ci sono, ma vanno rispettate e fatte rispettare, da tutti. Non solo dalle barche a motore. Capita che ci siano nuotatori che fanno la traversata fino all’isola senza il galleggiante di segnalazione. La sicurezza nel Lago di Como si crea solo tutti insieme», conclude Cappellini.

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