Hacker contro un’azienda a Como. Rubati files e dati personali dai pc

Cyber truffa

«I tuoi dati personali sono criptati. Esegui le seguenti operazioni per riavere accesso ai file». Segue richiesta di riscatto, da pagare in Bitcoin, una valuta digitale che corrisponde a quasi 400 euro, per ottenere il codice necessario per sbloccare i files del computer manomessi dagli hacker. Vittima dell’attacco dei pirati informatici, entrati in azione poche ore prima di Natale, un’azienda comasca alla quale sono stati rubati i contenuti dei pc.
Il furto di dati è avvenuto tramite una mail truffa, studiata per ingannare il destinatario e convincerlo che il messaggio contenesse una cartella di Equitalia. Una volta aperta, la mail era invece in grado di criptare i contenuti del computer, rendendoli inutilizzabili.
La vittima riceve poi un messaggio con le istruzioni per poter rientrare in possesso dei propri dati e files. Naturalmente, l’operazione ha un costo. Nel caso dell’azienda comasca, la richiesta è stata di 2 Bitcoins, quasi 800 euro, per ciascuno dei computer danneggiati. In questi casi, come ripetuto più volte dalle forze dell’ordine, l’invito è non cedere al ricatto e non pagare e rivolgersi invece alla polizia postale per denunciare quanto subito in modo da permettere agli inquirenti di provare ad individuare i responsabili dell’attacco.
Negli ultimi mesi, i pirati informatici hanno colpito centinaia di computer con attacchi di questo tipo, pretendendo poi il pagamento di un riscatto per la restituzione dei dati sottratti illecitamente dai computer. Nella quasi totalità dei casi, gli hacker chiedono il pagamento in Bitcoin, una moneta virtuale che non fa capo alle banche e il cui valore, nell’ultimo periodo, è schizzato alle stelle.

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