Cultura e spettacoli

Heinz Waibl, design europeo a Chiasso

altEsposizioni.  Anche Gillo Dorfles, 104 anni, all’inaugurazione della retrospettiva sul grande designer allievo di Max Huber e autore di celebri marchi
Che cosa hanno in comune l’impaginazione del famoso libro Spazio, tempo ed architettura di Sigfried Giedion, il logo della trasmissione Telemike con Mike Bongiorno, quello della catena di ristoranti fast food “Amico”, le “immagini coordinate” di marchi di aziende italiane importanti, come BTicino e Flos, e di colossali brand a stelle e strisce come JCPenney e American Airlines?

È la matita e la china con cui – in assoluto dominio analogico, quando i computer erano mainframe enormi che con la grafica avevano poco o nulla a che fare – ha lavorato con dedizione, pazienza e fantasia per 60 anni Heinz Waibl, classe 1931, allievo del grande Max Huber. Un nome, Waibl, che è un marchio di fabbrica a sua volta, fatto di rigore e precisione, e rappresenta l’eccellenza del design europeo che ha fatto fortuna nella dinamica Milano del secondo dopoguerra, dove si creava – a suon di jazz, sigarette e alcolici in un clima di gioia – il presente e il futuro del made in Italy e made in Europe del design d’autore, quando i nomi sotto i riflettori erano quelli di Albe Steiner a Bruno Munari, Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Poi Waibl si è insediato in Svizzera (sinonimo di lettering accurati e puliti per eccellenza) e, infine, è esploso a Chicago sotto l’egida dell’agenzia Unimark International.
Da domani Waibl, finora sconosciuto fuori dal circuito degli specialisti, lo celebrerà adeguatamente il “Max Museo” di Chiasso, in via Dante, con una importante retrospettiva a testimonianza di sessant’anni di attività intitolata Il viaggio creativo. L’inaugurazione è fissata alle 18.30, alla presenza del decano della critica d’arte Gillo Dorfles, 104 anni, che ha dedicato un saggio a Waibl nel catalogo della mostra, che rimarrà aperta fino al 20 luglio prossimo. Waibl terrà una conferenza allo spazio Officina il 27 maggio alle 20.30.
La mostra, a cura di Alessandro Colizzi e Nicoletta Ossanna Cavadini (direttrice del Max Museo e dell’attiguo Spazio Officina), mette a fuoco con documenti d’archivio e anche molti inediti il racconto poliedrico e proteiforme di un linguaggio creativo e innovativo che, ancora oggi, sa essere incredibilmente attuale.
Si tratta della prima antologica dedicata a Waibl che affronta tutto il suo articolato percorso mettendo in luce il doppio background che matura negli anni, ovvero fra l’Europa e la significativa esperienza negli Stati Uniti, che ha avuto anche una propaggine in Sudafrica, a Johannesburg.
Una storia fatta di committenze illuminate (forse irripetibili oggi) quanto prestigiose: fra le sue più note collaborazioni, si annoverano quelle per la Rinascente (il cui logotipo si deve proprio a Huber cui il museo chiassese è intitolato), Atkinsons, Olivetti e Pirelli. Un percorso nato in Europa e tornato in Europa, dopo la parentesi creativa negli States. In ragione del percorso di Waibl a cavallo fra il vecchio e il nuovo continente, l’esposizione sarà ospitata nel 2016 presso il Centre de Design de l’Université du Québec à Montréal.
Come scrive nel 2003 Gillo Dorfles, «sin dai primissimi lavori (la pubblicità per Alluminio, quella per i Magazzini allo Statuto di Roma), era possibile individuare la presenza d’una volontà di “trasgredire” certe situazioni, già allora cristallizzate, e d’altra parte di non lasciarsi “corrompere” dalle coeve avventure “radicali” e “ornamentali” che, nel frattempo, avevano irretito molta grafica nostrana».
Sono in mostra 120 pezzi fra manifesti e locandine, bozzetti preparatori, studi di logo, grafiche, oggetti di design e packaging come bottiglie di profumo e puzzle, nonché una corrispondenza con grandi artisti e designer come Max Bill, Max Huber e Georges Vantongerloo. Una sezione fotografica raffigura Waibl negli anni ‘50 a Milano, con gli amici e Max Huber.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
bozzetti per il logo di Telemike
15 maggio 2014

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
ottobre: 2018
L M M G V S D
« Set    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
 Farmacie di turno 

   Ospedali   

   Trasporti   
Colophon

Editoriale S.r.l. (in liquidaz.)
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto