Hevia, cornamusa “tecnologica” Così le Asturie sono una hit In arrivo gli occitani Lou Dalfin

L’ospite iberico
Regina della prima serata del festival al Sociale, venerdì 28 ottobre, alle 21, sarà la magica cornamusa asturiana di Hevia. Il suo primo incontro con l’antico strumento avviene all’età di quattro anni, quando assiste a una processione ad Amandi in compagnia del nonno. È lì che l’immagine di un uomo e la sua cornamusa colpisce il giovanissimo José Angel Hevia, che inizierà un percorso straordinario insieme con uno degli strumenti più affascinanti del folk.
Dopo tanta gavetta, nel 1997 il musicista inizia la carriera solista e registra il primo cd Tierra de nadie, debutto che ottiene ovunque grande successo.

Il disco, supportato da un tour mondiale, viene pubblicato in oltre 40 Paesi, in molti dei quali raggiungerà i primi posti nelle classifiche: due milioni le copie vendute, molti i dischi d’oro e di platino collezionati all’esordio. Nel 2000 esce il secondo album Al Otro Lado – Al otru llau, che ne rinnova i successi con altre tournée in vecchie e nuove location. Nel 2003 viene pubblicato Étnico ma non troppo, lavoro che ne conferma la caratura internazionale rivoluzionando la musica popolare con la sua gaita elettronica, ovvero una cornamusa midi, inserita in situazioni sonore prima inimmaginabili, prodotta nella sua fabbrica di strumenti a Guadarrama, il sogno diventato realtà.
Il 2007 vede poi l’uscita dell’atteso album Obsessión, che contiene, tra l’altro, la colonna sonora di Luz de domingo del regista premio Oscar José Luis Garci. Girato nelle Asturie e ispirato dalla storia di Ramón Pérez de Ayala, il film ha come interprete principale Alfredo Landa, e lo stesso Hevia vi appare in una piccola parte. Obsessión segna un passo avanti nel percorso musicale di Hevia, capolavoro di fusione sonora ispirato dalle tradizioni popolari, ma che sa nel contempo guardare al futuro mediante l’uso delle nuove tecnologie. Il virtuoso spagnolo sarà accompagnato a Como dalla sorella Maria José alle percussioni e da Josuè Santos al pianoforte.
La prima serata al Sociale proseguirà poi con l’attesa esibizione dei Lou Dalfin. Come gli antichi “trovatori” erano soliti esibirsi facendo da ambasciatori delle prime culture europee, i Lou Dalfin cantano nella tradizionale lingua “d’Oc” e portano la cultura occitana in giro per il mondo. La band di Sergio Berardo è diventata un fenomeno di costume che ha reso la musica occitana contemporanea, facendola uscire dai ristretti circoli di appassionati perché divenisse fenomeno di massa. All’esterno dell’area occitana Lou Dalfin è stato un anello di congiunzione tra realtà diverse: la pianura piemontese e l’Italia da una parte, le vallate e l’area transalpina dall’altra. Con Lou Dalfin le valli d’Oc non sono più l’estremo lembo di una cultura asettica ma hanno riacquistato la loro funzione storica tradizionale: l’essere ponte.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
José Angel Hevia, artista asturiano che sarà protagonista con la sua cornamusa tecnologica della prima serata del festival al Sociale

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