Hitchcock sul Lario, lezione per il turismo

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Il 2019, vi svelo i miei gusti di cinefilo,  è l’anno di Guerre stellari (dicembre vedrà il coronamento della saga) e del ventennale della scomparsa di Stanley Kubrick. Uno dei ricordi più cari che conservo della professione di cronista culturale è l’anteprima di Eyes Wide Shut alla mostra del cinema di Venezia: la conferenza stampa con Nicole Kidman e l’allora consorte Tom Cruise, e la prima  assoluta con la vedova del maestro, Christiane Kubrick, e il genero Jan Harlan. Il legame tra cinema e lago di Como è però  patrimonio collettivo, non solo un’esperienza personale. Anche grazie alle favole al laser di George Lucas Como è infatti  pagina importante nella storia delle scenografie: il secondo episodio di Star Wars è stato girato  al Balbianello. Ma  la strada maestra della fiction internazionale passa dal Lario fin dai tempi di Alfred Hitchcock. Era il 1925 quando il maestro del brivido firmò la regia del suo primo film, The Pleasure Garden, girato anche a Villa d’Este di Cernobbio. Facilmente riconoscibili sono  gli scorci dedicati al prestigioso albergo e al primo bacino del lago, rifugio d’amore dove i due protagonisti, interpretati da Virginia Valli e Miles Mendes, trascorrono la luna di miele.  Il  muto si trova anche su YouTube; attorno al minuto 36  si vedono  scorci lariani (nella foto). Memorie legate a quel set (compreso il sequestro di 3mila metri di pellicola vergine alla dogana) sono  nelle pagine autobiografiche del regista: nella storica intervista rilasciata a François Truffaut e nel saggio I miei ricordi cinematografici del 1936. Speriamo che i comaschi tra cinque anni si ricordino di celebrare il centenario di quel film, anche come spunto per incentivare il cineturismo.

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