Il bang sonico provocato da due caccia militari in volo per verificare un’allerta terrorismo
Città, Cronaca

Il bang sonico provocato da due caccia militari in volo per verificare un’allerta terrorismo

Nell'immagine due Eurofighter Nell’immagine due Eurofighter

A causare i forti boati è stato il passaggio di due caccia Eurofighter che hanno infranto la barriera del suono – all’altezza di Malpensa – generando il cosiddetto boom sonico. Si tratta del fenomeno che si crea quando un aereo a reazione supera il muro del suono, ovvero la velocità di 332 metri al secondo, circa 1.200 chilometri orari. Questo passaggio super veloce è stato sentito da Como a Bergamo, passando per Varese e Milano. Ma anche ad Aosta e in Piemonte. In città in molti si sono immediatamente precipitati in strada, uscendo dalle abitazioni e dai negozi, per cercare di capire cosa fosse successo. In provincia, da Fino Mornasco a Villa Guardia e Luisago, dove a scopo precauzionale sono state evacuate temporaneamente due scuole, si sono vissuti momenti di tensione. Ma ecco cosa è accaduto: questa mattina due caccia Eurofighter hanno intercettato un velivolo francese dell’Air France – proveniente dall’isola di Reunion (Madagascar) – sui cieli della Lombardia, ricevendo l’ordine di superare la barriera del suono per verificare al più presto un’eventuale emergenza terrorismo per un possibile dirottamento del volo. «Sono partiti dalla base aerea di Istrana (Treviso) per intercettare un Boeing 777 di Air France che aveva perso improvvisamente il contatto radio con l’agenzia italiana del traffico aereo», si legge nella nota diffusa dall’Aeronautica militare. Scattata l’emergenza i caccia si sono trovati nella necessità di raggiungere rapidamente il volo sospetto per assicurarsi che l’equipaggio avesse ripristinato i regolari contatti radio con gli enti del traffico aereo. «I velivoli sono decollati in seguito all’ordine di scramble (l’atto di far partire un caccia per intercettare e identificare un aereo) ricevuto dal Caoc (Combined air operation center) di Torrejon (Spagna), ente Nato responsabile d’area del servizio di sorveglianza dello spazio aereo – prosegue il comunicato – Per ridurre al minimo i tempi d’intervento, legati alla particolare situazione di necessità, i due velivoli militari hanno dunque superato la barriera del suono. Ancorché la quota fosse elevata, le condizioni meteorologiche di vento e le temperature hanno amplificato la propagazione dell’onda d’urto rendendola particolarmente udibile al suolo». L’operazione è andata a buon fine, i collegamenti sono stati ripristinati e il volo, in ritardo, è poi atterrato a Parigi.

22 marzo 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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