I camionisti: telecamere sui ponti

Carimate, un camion che trasportava una ruspa transitando sotto il ponte di via dei Giovi che interseca con la SS 32, toccava sulla soletta del ponte stesso danneggiandola gravemente

Colato: «Così va in crisi l’economia. Viadotto dei Lavatoi, pericolosi i blocchi di cemento

«La chiusura della Novedratese è un grosso problema per l’economia del territorio comasco». Ne è convinto Giorgio Colato, rappresentante dei camionisti per conto della Federazione Autotrasportatori Italiani, di recente riconfermato nella carica. «Paradossalmente – spiega Colato – per la nostra categoria la chiusura di un collegamento si traduce in un aumento dei chilometri e quindi in un maggior guadagno per il trasportatore. Ma il problema, ripeto, è dell’economia locale: riguarda le aziende che devono spedire la merce in tempi rapidi e certi, o che devono ricevere prodotti, e che saranno in difficoltà».

Di recente, in almeno un paio di punti della provincia, un mezzo pesante ha danneggiato un ponte. È successo settimana scorsa a Lurate Caccivio e lunedì a Carimate. Sul ponte dei Lavatoi, a Como, inoltre, periodicamente qualche autista tenta di forzare i new jersey di cemento che impediscono l’accesso ai mezzi pesanti.

«Non so se il problema sia costituito dalla cartellonistica, dal navigatore o dalla nazionalità dell’autista – afferma Colato – ma ovviamente non si possono forzare i blocchi: si sorveglino i ponti con telecamere di sicurezza. Detto questo, ho la sensazione che i blocchi di cemento al viadotto dei Lavatoi siano pericolosi. E comunque, nella zona adiacente, dove oggi passano i camion, istituirei un mini-girone, un senso unico, per evitare che i mezzi pesanti si incrocino».

Problemi di comunicazione, di furbetti dal volante facile o di infrastrutture carenti? Mai come in questi mesi – dopo i drammatici fatti di Annone Brianza e di Genova, i problemi a Como sul viadotto dei Lavatoi e il recente consolidamento del ponte sulla ferrovia a Cantù Asnago – è alta l’attenzione sul fronte sicurezza per ponti e cavalcavia.

L’avvocato comasco Mario Lavatelli, presidente di Acus (Associazione civica utenti della strada), invoca il rispetto di regole e patti.
«Il viadotto dei Lavatoi a Como è un caso particolare, paga probabilmente lo scotto di una carenza strutturale – afferma Lavatelli – In termini generali, a livello territoriale manca il lavoro di squadra nella progettazione della viabilità. Sappiamo tutti benissimo che non si è affatto incentivata la viabilità alternativa su ferro, e tutto viaggia su gomma e di conseguenza le strade sono congestionate. Con emergenze che sono plurime. Da un lato occorre intensificare in maniera drastica i controlli, perché si possano prevenire fatti come quello di Carimate. Occorre quindi una maggiore presenza di polizia stradale e polizia locale nelle strade e occorre che le forze in campo si possano coordinare in maniera più efficace. Ma questo comporta necessariamente più risorse, il che cozza con la riduzione del personale che nel corso degli anni si è fatta sentire. Ciò vale per l’organico della polizia locale nella città di Como ma vale anche per molte altre realtà del nostro territorio».

C’è poi il problema “politico” della gestione delle pubbliche amministrazioni. «Spesso si assiste a fusioni tra vari comuni – dice Lavatelli – senza che questo comporti un servizio di vigilanza del territorio più efficiente».
Ma la madre di tutti i problemi sono gli investimenti nelle infrastrutture. «Occorre che siano completate le opere promesse per snellire la viabilità del territorio, penso alla Variante della Tremezzina e alla Pedemontana – sottolinea il presidente di Acus – Non ha alcun senso che i progetti siano bloccati a metà del loro corso, quando ciò tra l’altro comporta vincoli per i singoli territori comunali che essi attraversano. Insomma, il vero nodo che qui viene al pettine è che non sappiamo programmare, e quando eseguiamo un’opera spesso arriviamo a una versione solo parziale del progetto iniziale. Come Acus siamo sempre a disposizione per programmare piani urbani del traffico efficienti. Ma casi come quello ora sul tavolo ci impongono di affrontare i nodi della viabilità in modo sinergico. E una buona volta facciamo chiarezza: la volontà politica e quindi i fondi per completare le opere ci sono, oppure no? Sono obiettivi inderogabili, su cui è necessario concentrare le risorse».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.