I candidati alle elezioni regionali e il superpotere dell’ubiquità

Palazzo di vetro di Emanuele Caso

Tra una settimana esatta si torna a votare per le regionali. Credo che anche per i candidati sia una liberazione. In queste settimane di campagna elettorale ho seguito le varie agende degli “aspiranti Pirellini”. C’è da ridere e impazzire allo stesso tempo. La cosa più impressionante, è la capacità dei Pirellini di concedersi il dono dell’ubiquità. È capitato più volte, infatti, di ricevere comunicati stampa del singolo candidato che contemplavano, nell’arco di una mattinata, tra i 15

e i 20 appuntamenti. E non necessariamente a pochi metri di distanza. Anzi, il Pirellino di turno annunciava senza scomporsi di essere in piazza San Fedele a Como alle 15, al mercato del pesce di Rovellasca alle 15.15, a Lanzo Intelvi alle 15.35 per una sciatina elettorale, e infine alla casa di riposo di Olgiate alle 16 in punto per regalare fiori alle nonnine.
Naturalmente, visti i ritmi forsennati, è capitato più volte che lo stesso candidato andasse in confusione e si presentasse vestito da sci in piazza San Fedele, con un pesce in mano alla casa di riposo di Olgiate e adorno di collane di fiori esotici alla Sighignola.
Altro tasto dolente, gli annunci roboanti. Non c’è stato candidato che, per “pompare” i propri incontri elettorali, non abbia sbandierato la presenza di super Vip. Tra ministri e deputati, passando per Ghandi e i Power Rangers, quasi mai gli ospiti si sono effettivamente presentati.
Ultimo aspetto, i brindisi e buffet di buon auspicio. In queste settimane, i Pirellini hanno offerto litri di spumante e quintali di tartine ai loro supporter. I quali, in realtà, non li voteranno affatto. Ma ubriacarsi gratis è pur sempre una soddisfazione.

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