Economia

I cattolici, l’economia e la Camera di Commercio. Pronto il cambio di maggioranza in via Parini

altLa proposta shock del presidente della Bcc di Alzate, Giovanni Pontiggia
Ha preso la parola durante l’assemblea di fondazione di Confcooperative Insubria. E ha lanciato il più classico sasso nello stagno. Il tonfo è stato fortissimo. E rischia di mettere a soqquadro lo scenario su cui si muove la politica lariana.
Giovanni Pontiggia, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Alzate Brianza, ha riaperto di fatto tutti i giochi attorno alla futura presidenza della Camera di Commercio.
Di fronte a una platea in cui erano assiepati tutti gli attori più

importanti e rappresentativi dell’economia sociale e cattolica del territorio, ha ipotizzato una vera e propria «alleanza» per il governo di via Parini. Pontiggia ha in pratica chiesto alla Compagnia delle Opere, alla Cisl, alla stessa Confcooperative e alla Confartigianato di «individuare una piattaforma comune su cui confrontarsi». Una piattaforma per la gestione della Camera di Commercio che si fondi su valori oltre che su programmi. «Non lasciamoci guidare da associazioni che non sono motivate da principi ideali e guardano soltanto alla logica del comando», ha aggiunto Pontiggia. Riferendosi in modo più che esplicito a Confindustria e al candidato designato per la presidenza dell’ente camerale, Ambrogio Taborelli.
Il presidente della Bcc di Alzate, confermato nel nuovo consiglio di via Parini quale rappresentante della Cdo, ha incassato in presa diretta l’assenso del segretario generale della Cisl, Gerardo Larghi, e dello stesso numero uno della Compagnia delle Opere, Marco Mazzone, entrambi presenti a Varese per partecipare all’assemblea di Confcooperative. A conti fatti, la maggioranza che poche settimane fa aveva ottenuto nel nuovo consiglio camerale 14 seggi su 28, si è scoperta completamente nuda, come il re della fiaba di Hans Christian Andersen.
«Oggi l’operazione necessaria è mettere insieme e non vivere sulle glorie del passato – dice Gerardo Larghi – Il sistema industriale non è autonomo. Ci sono altri soggetti in campo ed è logico pensare che abbiano idee diverse. Chi si candida a ragionare sul governo dell’economia comasca deve tessere un filo più lungo. La questione non è contarsi. Anche se vincere 14 a 9 significa perdere, o al massimo candidarsi a una continua guerriglia che non serve a nessuno».

Da. C.

Nella foto:
La Camera di Commercio di Como è alla ricerca di un nuovo assetto direttivo dopo la nomina del consiglio
26 ottobre 2014

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