I chiedenti asilo e il concetto di lavoro gratis

Difficoltà di comunicazione
Gli spalatori nordafricani, principalmente libici che giovedì hanno ripulito i marciapiedi e non solo i marciapiedi del centro storico erano stati salutati con grande simpatia dai comaschi. L’assessore Molinari si era affrettato a spiegare che il loro impiego era frutto di un accordo con i servizi sociali. «Una trentina di chiedenti asilo – aveva detto – si sono resi disponibili. Un bellissimo gesto che compiono gratis, in segno di ringraziamento per l’accoglienza ricevuta in città»
. Le operazioni dovevano proseguire anche ieri in periferia. Il problema è che non tutti i chiedenti asilo evidentemente avevano compreso il concetto di “lavorare gratis” o forse qualcuno in Comune non aveva loro spiegato bene le modalità dell’impiego.
Così, ieri mattina, alcuni profughi si sono presentati a Palazzo Cernezzi, ma non per prendere le pale per spazzare la periferia, ma per chiedere il pagamento della giornata precedente. «Abbiamo lavorato tante ore e dobbiamo essere pagati», avrebbero spiegato prima di essere invitati a lasciare il Comune.

Paolo Annoni

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