I ciak indiani sul Lario, speranze per l’economia

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Il ritorno di Bollywood
Domani a Como e lunedì a Bellagio le riprese delle coreografie per “Rongbaaz”

Una speranza per risollevare l’economia lariana arriva dalla lontana India, con il ritorno sul lago del fenomeno Bollywood.
Domani grazie all’intervento e al supporto della Lombardia Film Commission che l’ha strappata al mercato svizzero (la fondazione è stata istituita nel 2000 da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Unioncamere), sbarcherà sul Lario la produzione indiana Surinder Films – una delle due più importanti produzioni di Calcutta – di Nispal Singh. Girerà a Como e poi

domenica a Milano e lunedì a Bellagio la coreografia della canzone principale del film Rongbaaz, importante produzione bollywoodiana attesa sui grandi schermi indiani a ottobre in concomitanza con Durga Puja, la maggiore festa hindu dell’Asia del Sud. Il sottogenere, che produce soprattutto commedie musicali con scene di danza, è chiamato Tollywood, proprio dell’India meridionale, precisamente di Hyderabad (è la sintesi della lingua locale, il Telugu, e Hollywood).
Il direttore generale della Lombardia Film Commission, Alberto Contri, è convinto che la partnership con l’India possa essere sempre più fruttuosa. A patto che gli amministratori locali aprano gli occhi e investano. È il terzo film che Bollywood gira sul Lario, l’ottavo in Lombardia, vincendo anche la concorrenza con altre regioni.
«Gli indiani – dice Contri – chiedono servizi di qualità e facilitazioni nei permessi. La contropartita è un ampio indotto locale: per le maestranze attive sul territorio e perché si prevede di raccogliere i frutti di un intenso cineturismo dall’India al lago, come avviene in Toscana e Puglia che si sono attivate molto prima del Lario».
L’Università di Lugano ha studiato il fenomeno: dei 150 milioni di spettatori di cui può godere un film di Bollywood nel mondo, almeno il 10% va in vacanza là dove è stato girato.
«Ora mi aspetto che gli amministratori locali del Comasco si mobilitino con i tour operator per cogliere al balzo l’occasione dell’uscita del film in India – dice Contri – È un veicolo promozionale e d’immagine molto più efficace di quelli classici. Dobbiamo saper cavalcare la tigre, che sia indiana o cinese. Battiamo il ferro finché è caldo». La vera criticità per il Comasco è però, secondo Contri, «far capire alle amministrazioni locali che devono offrire anche denaro, e alberghi gratuiti per le troupe. Lo fa la Puglia che investe 150-200mila euro l’anno su questo affare, oltre a concedere facilitazioni e permessi. Le produzioni, nei momenti di crisi, vanno dove ci sono belle location, assistenza perfetta e pure contributi. Per questo la Regione ha pronto un bando per l’autunno che offrirà alle produzioni pronte a girare in Lombardia un milione e mezzo di euro».
Contri annuncia pure che è in atto un accordo tra la Film Commission lombarda e il Comune di Como per creare una struttura locale, in accordo con l’assessore al Commercio Gisella Introzzi. E sul fatto che nel Comasco ci siano già altri “attori” impegnati sul fronte di Lariowood per altre film commission parallele, sottolinea: «Facciamo sistema, un lavoro corale. Non serve litigare come galli nel pollaio se vogliamo presidiare un territorio. Occorrono saldi punti di riferimento. Solo così abbiamo potuto favorire un indotto in Lombardia di 4,5 milioni nel 2011 e di 9,5 milioni l’anno scorso».
Chi fa da anfitrione agli indiani a Como è l’agenzia toscana Occhi di Ulisse di Ivano Fucci, che lavora a Mumbai. «Como funziona benissimo come location per i nostri partner – dice – i permessi arrivano in un lampo e per gli indiani la parola chiave è flessibilità. Per loro il lago ha un significato romantico, è lo scenario esotico perfetto dove far scoccare la scintilla dell’amore tra i protagonisti della storia. Non fanno differenza tra Como e Bellagio. Sono comunque location da sogno».
Domani si girerà in piazza Verdi e piazza Duomo, e poi sul lungolago con i giochi d’acqua a rallegrare lo scenario. In tutto ci saranno una trentina di persone tra attori (i protagonisti sono due star in patria, Dev e la sensuale Koel Mallick) e tecnici e un corpo di ballo con otto danzatori. Un unico rammarico: per motivi logistici, non alloggeranno sul Lario. Dato che sono previste anche riprese a Milano, gli indiani del nuovo kolossal di Bollywood pernotteranno nella meno romantica ma più efficiente Cinisello Balsamo. Ma le riprese saranno seguite da uno dei giornalisti più importanti nel mondo del cinema di Tollywood, Priyanka Dasgupta del quotidiano “The Telegraph” che ha 4 milioni di lettori solo sul cartaceo o che ogni giorno invierà articoli dedicati allo shooting in corso nelle località lombarde.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Gli attori Dev e Koel Mallick in una scena del film Paglu 2

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