I clienti svizzeri dettano legge nei negozi e pretendono il cambio euro-franco alla pari

© | . .

Il cliente ha sempre ragione, soprattutto in momenti di crisi. Così chi può spendere ha iniziato a dettare legge anche in materia di prezzi. Svizzeri e frontalieri quando pagano in franchi pretendono il cambio 1 a 1. Diversi casi sono stati segnalati negli ultimi giorni e trovano spazio anche nell’inchiesta pubblicata ieri dal “Corriere del Ticino” tra Varesotto e Comasco.
In città la cosa non avrebbe preso particolarmente piede, in particolare nei negozi di abbigliamento, come conferma il presidente di Confcommercio Como, Giansilvio Primavesi.
«Il 98% dei clienti svizzeri oggi paga con la carta di credito – spiega Primavesi – Poi chiaramente dipende dal tipo di acquisto, un conto è la differenza di alcuni centesimi su un vestito e un conto su un caffè al bar». Gli svizzeri si confermano un popolo preciso se non “furbetto” in materia di numeri.
«Di solito si cerca di accondiscendere ai desideri del cliente – spiega Primavesi – ma quando un commerciante riceve dei franchi e poi li va a cambiare in banca paga all’istituto di credito una commissione. Questo si può spiegare a chi acquista. La convenienza tanto è talmente alta. Teniamo conto che gli svizzeri possono chiedere anche il rimborso dell’Iva italiana, un ulteriore sconto del 22%».
Discorso diverso per chi basa attività e guadagni proprio sui centesimi, come baristi e tabaccai. «Ho clienti svizzeri che pretendono di pagare le sigarette da 4,80 euro con 5 franchi e avere pure il resto – spiega Giorgio Priamo, titolare del bar La Nuova Vignascia – noi abbiamo dei guadagni molto risicati sui tabacchi e non possiamo accettare il cambio 1 a 1».
Quindi non prendete i franchi come accade con gli euro o accadeva con le lire in moltissimi negozi e bar svizzeri?
Oppure date il resto con la divisa locale, altra pratica ancora in uso in tutta la Confederazione elvetica?
«A Chiasso e sulle piste da sci svizzere veniva praticato il cambio 1 a 1 al contrario anche quando un euro valeva 1,20 franchi – dice Priamo – Noi italiani non trattiamo così i clienti. Io cerco di spiegare il problema in particolare su tabacchi, valori bollati, gratta e vinci, o ricariche telefoniche e, se vogliono, faccio il cambio a 0,90».
Paolo Annoni

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.