«I comaschi nemmeno si accorgeranno di perdere il Politeama»

I commenti all’ipotesi di vendita dell’immobile
«Il Politeama in vendita? È l’ennesima riprova che ai comaschi non interessa nulla di quello che accade nella loro città». Massimo Corino, proprietario del Cinema Gloria, commenta così l’ipotesi della cessione ai privati dello storico cineteatro.
«Hanno chiuso il teatro Cressoni, il cinema Centrale, l’Astoria e il Politeama è abbandonato da anni – aggiunge – I comaschi non si accorgeranno di nulla, neanche se venisse trasformato in un supermercato nonostante i vincoli architettonici».
«Non ci vorrebbe tanto: solo la volontà di agire. Con poco, infatti, si potrebbe risistemare almeno la platea e far rivivere il cinema. Basta volerlo e trovare le persone disponibili. Non si tratterebbe di una grande cifra. Io sarei disposto, come feci già in passato per un breve periodo, a curare la programmazione. Una soluzione provvisoria in attesa di futuri progetti».
«Mi batterò con ogni mezzo, politico e legale, per impedire che questo spettro della vendita si concretizzi – interviene il consigliere comunale del Pd, Marcello Iantorno – Sarebbe una perdita gravissima per la città. Invito i comaschi a farsi sentire. A reagire. Bisogna incentivare progetti a sfondo culturale come quelli avanzati in passato dal Conservatorio».
Più moderato l’assessore alla Cultura, Sergio Gaddi. «Non si sta parlando di vendita. Si sta solo lasciando aperta una possibilità per valutare la situazione. Mi sembra ragionevole prima di un’eventuale decisione finale – interviene Gaddi – Comunque va ricordato come il Politeama sia sotto vincolo architettonico e dovrà essere rispettato anche l’uso teatrale o comunque culturale». «La chiusura di uno spazio teatrale è sempre negativa – dice invece il direttore del Sociale, Barbara Minghetti – Quantomeno dovranno essere rispettati i vincoli architettonici. In ogni caso, mai come ora, dovrebbe essere fatto un serio discorso sulla cultura territoriale».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
La proprietà del Politeama è divisa tra una maggioranza pubblica e una minoranza privata

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