I comaschi “salvano” il mercato delle quattro ruote

La spesa delle famiglie

L’Osservatorio sui beni durevoli rileva invece un drastico calo per le moto

(p.an.) Nonostante la crisi, il mercato delle auto nuove tiene nel Comasco. È quanto emerge dalla fotografia dell’Osservatorio Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Lombardia presentato ieri a Milano.
Lo studio della società del gruppo Bnp Paribas Personal Finance attiva sul mercato del credito ai privati (prestiti personali, carte, mutui ecc.) da vent’anni analizza i comportamenti dei consumatori. Ebbene, sul fronte del reddito pro capite il Lario si conferma ai minimi in

Lombardia. Merito o “colpa” dei tanti frontalieri, naturalmente, che pagano le tasse in Svizzera. A livello provinciale il reddito continua a scendere, dopo il -4,5% del 2012 (14.547 euro) ora si è al -0,8% (14.430 euro). Ma non rinunciamo alle auto nuove.
A livello regionale i volumi di spesa generati da questo comparto rappresentano più della metà dei volumi totali registrati.
Le auto nuove infatti vedono le vendite toccare i 2.786 milioni di euro (-4,1% sull’anno precedente). Per le usate la spesa è stata pari a 2.838 milioni, in crescita del 2,2% sul 2012 (quando si era fermata a 2.777 milioni). In entrambi i casi si tratta di performance migliori di quelle medie nazionali, visto che a livello-Paese, il mercato delle auto nuove ha perso il 6,7% mentre quello dell’usato ha guadagnato non più dello 0,7. Per i motoveicoli il 2012 è stato un altro anno duro, in Lombardia come nel resto del Paese: in regione le vendite sono scese di altri 19,3 punti, in linea con le flessioni registrate tra 2012 e 2011 (-19,5%), attestandosi a 229 milioni. Il dato italiano è ancora peggiore: la flessione è stata del 24%.
La nostra così è l’unica provincia che fa segnare un saldo positivo tra le vendite del 2013 e del 2012. Como ha un +0,7% (per 188 milioni di euro totali).
Sondrio, invece, è quella che ha perso di più: -10,6% (32 milioni di euro). Fanno meglio della media regionale (-4,1%) Milano (-1,6%, con vendite per 1.136 milioni di euro) e Lecco (-3,1%, 95 milioni di euro). Sul fronte dell’usato, è invece proprio Sondrio a far segnare l’incremento di vendite maggiore: +6,2%, per un totale di 58 milioni di euro, seguita da Lodi (+3,6%, 46 milioni), Mantova (+3,4%, 103 milioni di euro) e Cremona (sempre + 3,4%, 94 milioni). Tutte le province, per l’usato, hanno differenze positive rispetto al 2012. Brescia è l’unica sotto quota 1% (0,8, per l’esattezza), con 309 milioni di euro.
Sono le famiglie lariane e probabilmente tra queste vi sono tante famiglie di frontalieri, a “salvare” il mercato dell’auto.
Mentre le vetture aziendali sono in calo ovunque, i privati a Como fanno tornare il segno “più” nelle statistiche del mercato delle quattro ruote. Nel 2012, le vendite di auto nuove sono crollate ovunque. E pure a Como erano calate del 24,3%. Ma il 2013 è stato, almeno per la Città di Volta, l’anno della ripresa: +0,2% di immatricolazioni, +0,7% nei consumi complessivi.
Se si passa dalle percentuali al numero di auto, quelle acquistate sono state 12.538 contro le 12.328 del 2012. Un valore ancora molto distante però dal 2011 (16.291). La propensione generale è di acquistare auto di piccola o media cilindrata visto che nonostante l’aumento delle immatricolazioni la spesa complessiva è leggermente scesa rispetto al 2012.
Continua invece a crollare il mercato delle moto, che a Como fa segnare nell’anno appena concluso un -24,4%. Nel giro di dodici mesi la piazza lariana ha perso un giro d’affari di 4 milioni di euro, da 18 e 14 e nel 2011 si era a quota 22. Ma quella comasca non è un’eccezione, perché in quasi tutta la Lombardia le vendite delle due ruote sono in calo di percentuali superiori al 20%, con un picco a Cremona (-30,5%). Fanno eccezione Mantova (-14%, per un totale di 9 milioni di euro di spesa) e Varese (-19,2%, per 21 milioni di euro totali).
Per quanto riguarda invece le variazioni dei consumi su altri beni durevoli, il mercato degli elettrodomestici a Como fa segnare nel 2013 un -0,4%. Ogni famiglia nel 2013 ha speso 176 euro per un frullatore o un aspirapolvere.
In forte calo anche l’elettronica di consumo (-14,2%), con una spesa media per famiglia di 116 euro. In tutte le province lombarde il calo è a doppia cifra. Quella lariana è anzi la prestazione migliore visto che a Sondrio il calo è stato del 20%. Non vanno meglio i mobili (-6,2%), figli della crisi dell’edilizia. La spesa per famiglia di 649 euro è però ancora ai vertici in Lombardia (terzo posto dopo le province di Mantova e di Lecco).
Consumi in aumento, infine, per l’informatica: +0,9%. Nel 2013 i comaschi hanno speso ben 24 milioni di euro per questo genere di bene di consumo. In percentuale però la migliore è Pavia: +2%, poi Milano e Brescia (+1,8%), Mantova (+1,5%) e Lodi (+1,3%).

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