I commercianti al Comune: «Mai più via Milano chiusa. Oggi gli eventi di Natale sono autoreferenziali»

Città dei Balocchi 2019

«Mai più un Natale con via Milano chiusa, per i negozianti è stato drammatico». Il presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli ha già le idee chiare sulla Città dei Balocchi del futuro.
«Abbiamo concluso oggi una ricognizione proprio in via Milano – spiega Casartelli – ora attendiamo di ascoltare sia gli imprenditori del centro storico sia quelli fuori. L’impressione però è molto negativa. Tra i commercianti, chi è andato bene si è avvicinato alle entrate dell’anno scorso. Tutti gli altri hanno fatto peggio. In via Milano hanno lavorato solo nei giorni in cui la strada è rimasta aperta».
«Credo sia un dato importante che il Comune debba valutare nel bando di assegnazione del prossimo evento», dice ancora il presidente di Confesercenti.
Lo straordinario flusso di persone che sono arrivate a Como per le attrazioni natalizie non era insomma propenso a entrare anche nei negozi per fare shopping. «Un dato preoccupante – aggiunge – perché eventi così importanti per Como credo non debbano essere solo caroselli autoreferenziali. Dovrebbero portare benefici al tessuto economico della città – aggiunge Casartelli – Se si portano 10mila vegani in una strada con sole macellerie non faranno comunque acquisti. Condivideremo il nostro pensiero con l’assessore al Commercio, Marco Butti, vorremmo organizzare un tavolo con tutti gli attori del commercio dentro e fuori dalle mura, per essere il più possibili propositivi per il prossimo anno. In ogni caso, via Milano non andrà più chiusa».
Anche Confcommercio Como ha allestito un gruppo di lavoro per valutare gli effetti degli eventi natalizi sul commercio e dare consigli sulla stesura del prossimo bando.
«Lo avevamo fatto anche l’anno scorso – spiega il presidente, Giovanni Ciceri – Per i primi giorni di febbraio avremo i dati necessari per le nostre considerazioni. Vogliamo ascoltare tutte le voci. Certo, io vengo dal mondo delle fiere. Se porti in un luogo così tanta gente, di solito qualcuno entra anche nel tuo stand, quindi nei negozi, ma è giusto ascoltare i nostri associati, non solo del centro, prima di trarre delle conclusioni».
Mario Lavatelli, presidente dell’Acus, associazione civica utenti della strada, punta l’obbiettivo sul traffico. «La manifestazione ha numeri importanti ed è indubbiamente gradita ai comaschi e a chi viene da fuori – spiega Lavatelli – però i residenti ne pagano poi un prezzo troppo alto in termini di viabilità e di inquinamento. Qualcosa è sicuramente da ripensare. L’organizzatore si deve fare carico di potenziare ancora in tutti modi l’afflusso in centro con mezzi alternativi, l’utilizzo dell’autosilo Valmulini e non solo». «Così la città non regge – conclude Lavatelli – A costo di dislocare diversamente gli eventi, o di ridurre il periodo e le attrazioni, per la prossima edizione si deve pensare a dei correttivi».

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