I concorsi a scuola non risolvono tutto

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di Adria Bartolich

Naturalmente, come abbiamo potuto vedere, durante l’anno scolastico appena trascorso, nonostante le buone intenzioni della ministra Azzolina che aveva promesso un avvio dell’anno scolastico con l’organico completo, le scuole hanno iniziato a lavorare con un organico largamente incompleto, esattamente come al solito. Certo la povera Azzolina ha dovuto affrontare tutti i guai della pandemia, compresa la sospensione temporanea del concorso per l’assunzione dei docenti.

Ora che siamo nelle condizioni di poterli effettuare, il ministro Bianchi  ha già anticipato una serie  imponente di concorsi, pare sette, tra concorsi ordinari e straordinari e misure inserite nel Decreto Sostegni, anche se resta  ancora sospesa la questione della stabilizzazione per gli insegnanti di sostegno su cui ci sono posizioni differenti nella compagine di governo. Quindi si svolgeranno concorsi per  scuola  infanzia, primaria, secondaria di 1° e 2° grado, materie scientifiche e per conseguire l’abilitazione. Secondo il ministro le cattedre vacanti dovrebbero scendere da 112.000 a 15.000. Date le procedure necessarie per l’espletamento dei concorsi, però, il ministro avvisa che le assunzioni non diventeranno operative prima del settembre 2022.

Questo significa che anche l’anno prossimo inizierà esattamente come tutti gli anni passati, cioè con le cattedre da coprire con i supplenti e si arriverà, almeno al nord, ad avere la copertura completa delle cattedre intorno alla fine di novembre. Attenzione, come sappiamo  l’età degli insegnanti italiani , nonostante la valanga di immissioni in ruolo con la Buona Scuola di Renzi, con la quale si sono assunti i precari storici, quindi già avanti con  gli anni, continua ad essere  molto più alta della media degli insegnanti europei. Inoltre, negli ultimi anni, moltissimi docenti stanno andando in pensione. Per quest’anno sono previsti circa 34.000 pensionamenti tra personale insegnante e ATA (non insegnante) e la tendenza sarà questa per alcuni anni, almeno fino a quando non si smaltirà il personale più anziano, fase che si prospetta  lunga: nelle scuole superiori, segmento scolastico con l’età più alta, gli insegnanti over 50 sono più della metà dell’organico. In altre parole i concorsi, per i tempi e le modalità con cui si espletano, non garantiscono né il ricambio generazionale, né la copertura dei posti disponibili e, aggiungo, a volte nemmeno la qualità dell’insegnamento che non è fatta solo di titoli, prove e risposte multiple oppure orali, bensì di motivazione, equilibrio , competenze relazionali, conoscenze e voglia di aggiornarsi di continuo, sperimentare, innovare.

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