I consiglieri regionali lariani: giusto “salvare” Como capoluogo. Ma c’è scetticismo sul sì finale

Le reazioni della politica
«Abbiamo fatto la nostra parte e Como si è comportata egregiamente, adesso mi appello alla Regione e ai consiglieri perché si coalizzino per portare avanti una soluzione di accorpamento logica e intelligente, al servizio dei cittadini e non contro il bene di tutti».
Il sindaco di Asso, Giulia Manzeni, rappresentante nel Consiglio delle Autonomie Locali (Cal) dei Comuni lariani con meno di 15mila abitanti, martedì scorso ha presentato assieme al primo cittadino di Como, Mario Lucini l’emendamento
– poi approvato dal Cal – che, almeno in questa prima fase, “salva” la Provincia di Como. Il territorio lariano, in base al documento del Cal, dovrebbe essere accorpato a Varese e Lecco e manterrebbe quindi il ruolo di città capoluogo.
«Nelle premesse iniziali ho sottolineato come, nell’ambito di questa riforma, si stia partendo dai piedi e non dalla testa – dice Manzeni – Se siamo stato chiamati a studiare una rideterminazione dei confini ideata per razionalizzare, allora è necessario definire prima quali funzioni avrà in futuro la Provincia. La partita del capoluogo è fondamentale per fare qualcosa che sia razionale, non una scelta di campanilismo ma studiata per erogare i servizi ai cittadini in modo che questi possano usufruirne in modo semplice».
La proposta iniziale dell’ufficio di presidenza del Cal prevedeva l’accorpamento di Como, Varese, Lecco e Monza con quest’ultima nel ruolo di capoluogo. «La proposta non ci trovava favorevoli – sottolinea il sindaco di Asso – perché non aveva senso. La legge offre l’opportunità di cambiare in meglio, di fare una riforma che abbia un senso e sia utile. Si rischiava di perdere una vera opportunità. L’emendamento poi approvato dalla maggioranza ha corretto questa stortura. Vista la deroga per Mantova e Sondrio, era giusto farne anche una terza per Varese-Como-Lecco, senza Monza. Unirsi alla città brianzola non avrebbe avuto senso – aggiunge il sindaco di Asso – non sarebbe stata gestibile. Abbiamo ottenuto un grande risultato anche se questa è soltanto una parte del lavoro. La Regione si deve ancora esprimere e poi toccherà al governo, che potrebbe essere ferreo nell’applicare la normativa. Faccio un appello alla Regione perché si coalizzi per una soluzione logica e intelligente. Le decisioni devono essere prese con la testa per non perdere di vista il tema dell’erogazione dei servizi ai cittadini, altrimenti sarà una sconfitta per tutti».
Dario Bianchi, consigliere regionale della Lega Nord, commenta positivamente l’esito della votazione del Cal.
«Smentisco il fatto che la Lega abbia votato contro, ciascuno ha fatto una scelta personale – dice il rappresentante del Carroccio – Resta comunque il problema di come collocare Monza, la Regione in sede di approvazione non potrà non tenerne conto».
Lunedì mattina è in programma una riunione di gruppo della Lega per raggiungere una posizione unitaria. «Chiederemo che la Provincia venga riportata a ente di primo livello, è importante per tenere i contatti sul territorio – dice Bianchi – Ci saranno inevitabilmente gli scontenti, a partire da Varese, ma più di così non si poteva fare. Ci sono tre deroghe e bisogna capire come andrà a finire. Se si deve razionalizzare e accorpare secondo le indicazioni del governo, è giusto che vi sia una provincia pedemontana con Como capoluogo, ma anche nell’eventualità di aggregazione con Monza, Como dovrebbe restare capoluogo».
«Il risultato ottenuto al Cal è molto importante – afferma Luca Gaffuri, capogruppo del Pd in Regione – Evidenzia il fatto che Monza è una Provincia che gravita più sulla città metropolitana che non sulla futura Provincia prealpina. A questo punto, molto dipenderà da come il provvedimento sarà portato in consiglio regionale. Se la giunta Formigoni si limiterà a una ratifica dell’operato del Cal, portando in consiglio il provvedimento così com’è, si va nella direzione dell’approvazione. Se la giunta invece dovesse modificare il documento, bisognerà intervenire con alcuni emendamenti».
Paola Camillo, consigliere regionale del Pdl è soddisfatta. «La soluzione Varese-Como-Lecco è possibile – dice – anche se dubito che sia percorribile fino in fondo con l’esclusione di Sondrio e Monza. La Regione dovrà fare una sua proposta al governo. Vaglieremo quella di Cal, poi arriveremo a un documento da portare al governo. La strada è percorribile mantenendo Como capoluogo per praticità».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il consiglio regionale dovrà votare la proposta del Consiglio delle Autonomie Locali e farla propria per inviarla poi al governo

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