I controlli continuano in attesa del definitivo smaltimento

In Regione – A marzo nuovo incontro tra esperti e amministratori
Come già accaduto in passato, i controlli sugli “ospiti” indesiderati custoditi all’interno di un magazzino della Fonderia Premoli proseguiranno anche in futuro.
Ora più che mai, anche dopo le rassicurazioni degli ultimi giorni provenienti dagli esperti di Arpa e Nucleco. L’obiettivo è infatti di arrivare a un definitivo spostamento dei fusti radioattivi dal capannone che li “custodisce” in uno spazio giudicato idoneo e sicuro.
Nell’attesa di riuscire a individuare un
sito di stoccaggio definitivo in grado di accogliere il materiale radioattivo e anche in attesa di scovare le risorse economiche necessarie – si tratta di operazioni molto costose – sia l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente sia l’Azienda Sanitaria Locale di Como continuano a mantenere alto il livello di attenzione sull’intera vicenda.
«Come detto, una soluzione al momento non c’è ancora – dice Giuseppe Sgorbati, fisico nucleare e coordinatore dei dipartimenti dell’Arpa della Lombardia – Le analisi dei giorni passati sono state ovviamente molto utili. Ora bisognerà procedere con le operazioni di monitoraggio e controllo della situazione». Nell’immediato futuro dovrebbe essere convocata in Regione una riunione con tutti i soggetti coinvolti e dovrebbe anche essere elaborato uno studio di fattibilità utile per capire come poter imballare e portare via – quando sarà arrivato il momento giusto – i fusti contenenti tracce di Cesio 137. «Noi andiamo avanti su questa strada. Ben consapevoli che le difficoltà maggiori restano quelle di riuscire a trovare il luogo idoneo», aggiunge sempre Giuseppe Sgorbati.
Da quel lontano 1990 quando venne effettuata la scoperta e la fonderia rimase chiusa per circa undici mesi al fine di consentire le operazioni di bonifica, l’azienda ha sempre proseguito l’attività lavorativa. Sempre conservando i barili radioattivi in un capannone interdetto a tutti.
«La contaminazione esistente è conosciuta – conclude Sgorbati – e non esistono rischi per le persone ma comunque essendo rifiuti radioattivi, vanno portati via».
Altro soggetto coinvolto nell’operazione è l’Asl di Como. «Le verifiche sul materiale stipato nella fonderia sono costanti. I livelli di radioattività sono sempre sotto controllo – fanno sapere dall’Asl comasca – Noi ovviamente collaboreremo a ogni iniziativa intrapresa. Siamo pronti a sederci al tavolo tecnico che coinvolgerà tutti i soggetti interessati. Prenderemo parte a tutte le attività, sia di studio che pratiche, utili a realizzare entro il minor tempo possibile questo importante trasloco».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
I controlli sui fusti di materiale radioattivo continueranno anche nei prossimi mesi

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