I dipendenti del Tribunale e la questione autosilo: «Andremo in Cassazione»
Città, Cronaca

I dipendenti del Tribunale e la questione autosilo: «Andremo in Cassazione»

Coda per entrare nell'autosilo di via Auguadri Coda per entrare nell’autosilo di via Auguadri

Non ci sta l’avvocato Giuseppe Gallo, che rappresenta i dipendenti del Tribunale di Como privati del parcheggio gratuito all’autosilo di via Auguadri da una sentenza d’Appello di Milano, che ha ribaltato quanto deciso in primo grado al Palazzo di Giustizia di Como.
Un braccio di ferro che era nato dalla decisione di Csu di bloccare le tessere attive dal 1993.
Secondo i giudici di Milano, la gratuità di questi 150 posti sarebbe dovuta passare dalla stipula di una convenzione tra il Ministero della Giustizia e il Comune di Como che invece – in tutti questi anni – non è mai stata messa nero su bianco.
Secca la replica dell’avvocato Gallo: «C’è un errore nella ricostruzione dei fatti – dice – Ci sono tutti gli elementi della convenzione, altrimenti non si potrebbero riconoscere nemmeno i 50 posti gratuiti per i magistrati. O la convenzione c’è e vale per tutti, oppure non c’è e non vale per nessuno. Pensate che all’inizio avrebbe dovuto esserci addirittura una entrata separata per tutti…». Gallo fa anche presente che il Comune di Como ha aderito a un accordo di transazione con il Ministero (valido fino all’agosto 2015) a copertura dei crediti vantati.
«E in ogni caso il Comune deve relazionarsi con il Ministero, non con i dipendenti del Palazzo di Giustizia. I 150 posti al centro dell’attenzione sono del Ministero, non di Palazzo Cernezzi. In questo modo il Comune si sta appropriando di un bene che non è suo e per cui anni fa intascò quattro miliardi delle vecchie lire per poter rialzare l’autosilo. Restituisca quei soldi allora. Quello che sta avvenendo è una cosa da Corte dei Conti».
Scontata la chiosa dell’avvocato Gallo: «Ci rivolgeremo alla Cassazione». Ma prima il legale incontrerà – questa settimana – i dipendenti che avevano scelto di opporsi alla decisione del Comune e di Csu di bloccare le tessere. Tessere che, dal giorno della sentenza di primo grado a Como – che diede ragione ai dipendenti -, erano state riattivate e che, almeno fino a ieri, continuavano a consentire l’accesso alla struttura di via Auguadri.
Insomma, la questione – che si trascina dal 2014 – sembra ancora ben lontana dal dirsi conclusa. E il prossimo appuntamento, quasi certamente, sarà con i giudici della Capitale.
M.Pv.

10 aprile 2018

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