Napolitano e Wulff, i presidenti di Italia e Germania a Villa Vigoni

Loveno di Menaggio –  Ieri a Villa Vigoni entrambi i capi di Stato hanno sottolineato la necessità di un atteggiamento più corale e deciso da parte di Bruxelles
Il tedesco Wulff: «L’Italia non esageri su Lampedusa». Napolitano: «I migranti vogliono andare altrove»
Ugualmente delusi dall’Europa, alla quale chiedono un atteggiamento più corale e deciso in tutti i campi. Divisi su come affrontare l’immigrazione. Uniti sulla necessità di investire sui giovani e sulla cultura.
Sono alcuni dei punti che Giorgio Napolitano e il suo omologo tedesco Christian Wulff hanno toccato ieri a Villa Vigoni, a Menaggio, durante l’incontro che i due presidenti hanno avuto con i ragazzi italiani e tedeschi borsisti dell’associazione italo-tedesca che ha sede nella

storica villa di Loveno.
Nel rispondere alle domande dei giovani studenti e stagisti, Napolitano e Wulff si sono trovati d’accordo su tutti i temi, tranne l’immigrazione. Su questo punto i due capi di Stato concordano solo su una cosa: l’Europa ha deluso, e profondamente.
Ha cominciato il presidente tedesco, dicendo che l’intervento, in questa materia, «non spetta ai sindaci o alle istituzioni locali, ma all’Unione Europea», la quale però si è dimostrata incapace di prendere una posizione chiara e, soprattutto, comune. E quale dovrebbe essere questa politica?
Wulff ha risposto chiaramente: «Dobbiamo, prima di tutto, pensare ai nostri giovani che sono senza lavoro, ai nostri anziani e alle nostre donne». Più che di immigrazione, il presidente tedesco ha parlato di «reclutamento», ovvero di dare il permesso di ingresso solo a chi può offrire specializzazioni professionali e capacità, a qualunque livello o in qualsiasi campo, di cui l’Europa ha bisogno.
Anche Napolitano ha invocato un forte intervento da parte dell’Unione Europea che, in questa spinosa materia, deve avere una politica comune, necessaria «anche per evitare che le richieste di immigrazione si trasformino in una specie di asylum shopping, ovvero che gli immigrati si dirigano esclusivamente verso quei Paesi che offrono le condizioni migliori», trasformando di fatto la questione dei migranti in un mercato.
«La via maestra per affrontare l’immigrazione – ha detto il presidente italiano – è l’integrazione, distinguendo fra immigrazione legale e illegale. La prima va accolta, l’altra va combattuta».
«Ogni Paese deve fare il suo dovere – ha riconosciuto Wulff – e ha il diritto di stabilire requisiti e parametri di ingresso specifici». L’Italia, però, non deve «esagerare» sul caso Lampedusa. «La Germania – ha precisato il capo di Stato tedesco – negli anni Novanta si è fatta carico di oltre centomila richieste di asilo» giunte dai Paesi dell’ex Jugoslavia e dell’Europa dell’Est. «Lampedusa e la Sicilia – ha replicato Napolitano – sono solo la porta d’ingresso: gli immigrati vogliono poi andare altrove in Europa».
La chiusura è stata di Giorgio Napolitano che, nel salutare i ragazzi presenti all’incontro, ha sottolineato l’importanza della cultura e ha sottolineato il suo impegno, in questi mesi, a stimolare il ministro dell’Economia Giulio Tremonti affinché eviti tagli ai bilanci in questo campo.

Franco Cavalleri

Nella foto:
Stretta di mano tra il tedesco Christian Wulff e l’italiano Giorgio Napolitano (foto Baricci)

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