I figli lanciano petardi: il padre a processo

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A Limido Comasco nel 2009

Si può finire a processo, in tribunale a Como, con una accusa comunque di un certo spessore – violenza privata – per aver lanciato dei petardi nella notte di Capodanno? La risposta è sì, e a darla è un 50enne di Limido Comasco che si è seduto ieri mattina in un’aula del palazzo di giustizia lariano assistito dall’avvocato Arianna Liberatore. La sua colpa, nella notte dell’ultimo dell’anno tra il 2008 e il 2009, è stata quella di non aver «controllato i propri figli impedendogli di esplodere

petardi in direzione dell’abitazione dei vicini». Un “affronto” che costrinse i dirimpettai a «tenere i cani in casa non potendoli lasciare liberi in guardino» e questo proprio a causa delle «esplosioni». Per la verità i vicini, nella querela che presentarono, parlarono anche di altri episodi fino al febbraio del 2009, con immondizia in strada e un furgone parcheggiato in modo da rendere difficili le manovre. Elementi che evidentemente sono stati ritenuti sufficienti per poter arrivare di fronte ad un giudice monocratico con una accusa, tra l’altro, abbastanza pesante. Ieri, tra l’altro, i vicini di casa del 50enne hanno ritirato la querela ma, beffa delle beffe, per questo tipo di accusa – la violenza privata – è prevista la procedibilità d’ufficio. Quindi si tornerà di nuovo in aula a gennaio.

Nella foto:
Una udienza insolita si è tenuta ieri mattina al palazzo di giustizia di Como

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