Cronaca

I finanzieri del Roan che “volano” sul lago per controllare le barche e prestare soccorso

altIl reparto aeronavale dà anche la caccia a contrabbandieri ed evasori
I finanzieri operativi del Roan raramente vestono giacca e cravatta. La loro divisa, spesso, è più semplice: una tuta con i gradi, fondina, scarpe da ginnastica e berretto. Perché i militari del Reparto Operativo Aeronavale di Como – come si può intuire dal nome – si muovono con mezzi non convenzionali.
Volano su elicotteri o, ancora più spesso, solcano le acque del lago a bordo di motovedette velocissime.

Oltre a svolgere la missione istituzionale delle fiamme gialle (polizia economico-finanziaria), gli agenti del Roan si occupano dell’ordine e della sicurezza sugli specchi d’acqua, controllano i diportisti (che devono essere in regola con tutti i documenti e le dotazioni), svolgono compiti di polizia demaniale e di tutela ambientale ed effettuano interventi di soccorso.

Il Roan di Como ha sede sul Lario ma controlla un territorio ben più vasto, che comprende i maggiori bacini dell’Italia nord-occidentale: ha sedi operative navali anche sul Garda, Maggiore e Ceresio.
VOLARE SULL’ACQUA
Arriviamo in piazza Cavour, a Como, dove ci attende una motovedetta di classe V3000 costruita in provincia di Lecco. Saliamo a bordo con il tenente colonnello Sergio De Santis, comandante del Roan di Como, e ci rendiamo conto che la barca – nonostante sia lunga quasi 11 metri – è più piccola di come l’immaginavamo.
Dentro è stretta, essenziale. Perché per filare sull’acqua come un missile lo scafo dev’essere leggero e slanciato. In poppa rombano due fuoribordo da 300 cavalli l’uno, che spingono la motovedetta a quasi 60 nodi, praticamente il doppio rispetto alla velocità di una barca comune.
In plancia di comando siedono due finanzieri, il primo al timone e ai comandi del gas, il secondo alla radio e alla strumentazione di bordo. Un colpo di gas e lo scafo plana in fretta, uscendo dall’acqua. Alla prima accelerata, il conto sale in fretta: 20, 30, 40 nodi. Accarezza le onde lunghe, taglia con un colpo secco quelle più pronunciate, mentre il tenente colonnello De Santis spiega l’attività del reparto e la necessità di avere barche così performanti.
«Svolgiamo un’attività di contrasto al contrabbando – dice il comandante del Roan – che, sia pur con criteri diversi rispetto agli anni Settanta e Ottanta, ancora esiste, specialmente sui laghi internazionali come quello di Lugano, dove c’è una linea doganale tra Italia e Svizzera che controlliamo 24 ore al giorno».
Repressione dei reati, ma anche soccorso: è questo il secondo spirito del Roan. «La velocità – continua De Santis – ci consente di intervenire molto rapidamente: arrivare in pochi minuti sul luogo di un incidente nautico permette di recuperare le persone prima che possa accadere qualcosa di ancor più drammatico».
LADRI DI MOTORI
Prima di salire sulla motovedetta, il Roan di Como fornisce i dati dell’attività operativa 2014. Ma un elemento insolito emerge dalla successiva chiacchierata con il comandante. È un tipo di reato particolare: il furto dei motori delle barche. Che pare essere piuttosto frequente sui bacini d’acqua dolce.
«È un fenomeno non conosciuto a livello nazionale – spiega il tenente colonnello De Santis – ma a livello locale è ben noto. Le forze di polizia sono allertate e alcune di queste bande sono state sgominate. Spesso sono composte da persone che arrivano dall’Est Europa e di notte agiscono su laghi e fiumi. In pochi minuti sganciano i motori, anche di notevole valore economico, e li rubano per portarli nei loro Paesi. È necessario un contrasto sia con un’attività di intelligence, sia con una presenza costante sul territorio, specialmente di notte».
Tornando ai numeri, da gennaio a settembre 2014 i finanzieri del Roan hanno solcato le acque comasche 308 volte, controllato 310 barche, effettuato 11 interventi di soccorso e recuperato 7 persone in difficoltà. Nell’ambito delle verifiche sul rispetto delle leggi sulla nautica, hanno riscontrato 46 irregolarità in 258 controlli, sequestrando anche tre barche; 41 irregolarità, invece, negli 11 controlli di polizia demaniale, con la scoperta di evasione di canoni demaniali per 246mila euro.
Hanno inoltre compilato 50 schede per il controllo economico del territorio, ossia la ricerca di evasori con l’incrocio tra redditi e disponibilità di barche di lusso o ville.

Andrea Bambace

Nella foto:
La potente e veloce motovedetta di classe V3000 utilizzata dai finanzieri del Reparto operativo aeronavale sul Lario
7 Ottobre 2014

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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