I fiori, tra memoria e disincanto

altA Genova – La personale dell’architetto comasco Marco Vido

(m.prat.) Architetto e pittore. O meglio, pittore. Già, perché nello studio di via Borgovico a Como, il Mac, moderno tecnigrafo, passa la maggior parte del tempo a osservare la parete su cui nascono le opere di Marco Vido. Di progettare nuove costruzioni non se ne parla, ora comandano le tele, i colori, i fiori. “Flowers’ Passion”, il titolo della personale che l’artista comasco terrà a Genova dal 26 ottobre al 9 novembre, alla galleria Satura, nasce dalla passione per il fiore, non quella

personale (in senso romantico), bensì quella intrinseca: il dramma della vita, la fine del percorso; dal seme ai petali seccati, caduti. Ed è nel passaggio, o ancor più nella loro morte, l’interesse di Vido per i fiori, ovvero in quel momento in cui esprimono l’esistenza, per poi divenire memoria nella trasposizione sulle tele. Ricordo sì, ma da collegare alla realtà umana, così come in “Burnt Flower Fallen”, o nei recenti “Damask’ Roses in War” (nella foto, un particolare). Rose, ragazze, donne, fanciulle, bimbe, a Damasco muoiono, cadono in guerra. Dice Vido: «Ritrovo nel fiore i nostri drammi che si consumano nella noncuranza generale e nell’egoismo, solo con tempi molto più lunghi. Noi non saremo mai belli come un fiore, nemmeno nel fiore dei nostri anni. In questo senso, la mia è sicuramente una pittura espressionista, non impressionista che non vuole dimenticare».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.