I “Friday’s”: «Felici di aver fermato le auto di Como»

Manifestazione Fridays for future

Il sabato del caos traffico aveva avuto una vigilia altrettanto nera, non a causa dello shopping natalizio, ma di chi è proprio contro consumismo e auto.

Ieri il gruppo comasco di Friday’s for Future è andato al contrattacco sulle responsabilità del blocco del traffico. Il corteo in occasione del 4° sciopero mondiale per il clima organizzato nel pomeriggio ha di fatto bloccato il capoluogo.

«La situazione del traffico a Como non dipende dalle nostre manifestazioni, ma da decenni di politiche sulla mobilità non lungimiranti», scrivono. Una manifestazione con un’adesione peraltro limitata rispetto alle precedenti. Da parte degli organizzatori – come detto – nessuna scusa ufficiale, soltanto pesanti critiche al Comune di Como messe nero su bianco in un comunicato stampa inviato ieri mattina alle redazioni. Nella nota si parla di trasporto pubblico «sufficiente solo a servire un ridotto bacino d’utenza in un raggio territoriale minimo» e poi ancora di «piste ciclabili pressoché inesistenti» e di «assenza di scelte politiche coraggiose che consentano il potenziamento delle linee ferroviarie».

L’amministrazione viene bollata come «miope». Tornando ai disagi di venerdì scorso chiariscono: «Per noi il fatto di aver contribuito a bloccare il traffico è paradossalmente positivo, anzi era ed è uno dei nostri obiettivi: così facendo è emerso il problema della mobilità a Como. La nostra rivendicazione per quanto accaduto è una denuncia alla mancanza di organizzazione della città stessa, oltre che dell’amministrazione, che ha pensato a un piano di mobilità “alternativa” per 40 giorni di eventi, ma che per il resto dell’anno – conclude il gruppo comasco di Friday’s for Future – nasconde il problema sotto al tappeto».

Ieri, in Questura, si è tenuto un incontro per fare il punto della situazione. «Ci siamo confrontati come facciamo abitualmente – ha detto il questore, Giuseppe De Angelis – Abbiamo fatto alcuni ragionamenti per valutare la sperimentazione di soluzioni diverse e migliori, anche su possibili percorsi alternativi che tengano conto delle esigenze sia dei manifestanti che della viabilità».

«Un incontro costruttivo anche nell’ottica di un coordinamento preventivo e una organizzazione diversa delle risorse», ha aggiunto il comandante della polizia locale Donatello Ghezzo.

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