Sport

I lariani stregati dal curling: «Venite a giocare con noi. Non riuscirete più a smettere»

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Il palaghiaccio della città ticinese è il riferimento per i comaschi che praticano questo sport
Il presidente: «Le porte sono aperte. Amicizia e affiatamento alla base di tutto»
L’appuntamento è, come sempre, ogni martedì alle 20.30. L’atmosfera è cordiale, con un bell’affiatamento fra tutti gli atleti. A pochi passi da Como, sulla pista di Chiasso, è possibile praticare il curling, disciplina che

nella vicina Confederazione ha una solida tradizione, e che in Italia ha cominciato a essere seguita con attenzione dopo le Olimpiadi del 2006 a Torino.
Uno sport che sul Lario non è possibile praticare e così il Curling Club Chiasso è diventato il riferimento per i comaschi che vogliono praticarlo. Un’abitudine ormai consolidata.
«Fanno parte del nostro gruppo una quindicina di italiani – spiega Luca Romelli, presidente del sodalizio chiassese – in buona parte comaschi. Ma c’è anche chi arriva da Lecco e Milano». In totale gli atleti del Curling Club sono una settantina. Il più giovane ha 30 anni, mentre il più “estero” è Pierfranco Chiesa, 80 anni, presidente onorario della società e numero uno in carica fino a due anni fa.
A Chiasso sono sempre ben disposti ad accogliere i neofiti e, come detto, al di là degli aspetti agonistici c’è un bel gruppo unito prima di tutto dall’amicizia. L’accoglienza e la voglia di insegnare questo sport è uno dei principi base.
«Io stesso – aggiunge Romelli – mi occupo dell’istruzione dei nuovi arrivati. A dire il vero, di questo ci occupiamo nella prima parte di stagione e ora siamo nella seconda. Per chi vuole iniziare da zero, se ne parla l’anno prossimo. Ma ciò non toglie che siamo sempre disponibili a dare informazioni e a presentare questo sport a chi lo vuole conoscere. Ogni martedì noi siamo al palaghiaccio di Chiasso».
L’istruzione, peraltro, è gratuita per il primo anno. Poi chi decide di proseguire, dalla seconda stagione in poi si tessera come socio, pagando 200 franchi. «Noi mettiamo a disposizione tutta l’attrezzatura» sostiene ancora il presidente a cui, peraltro, non dispiacerebbe far crescere l’interesse per questa disciplina anche a Como. «Se qualcuno volesse organizzarsi sul Lario – spiega – io sono ben disponibile a dare una mano. Già in passato, alla “Città dei Balocchi”, sono venuto a spiegare come giocare. E lo stesso ho fatto a Chiavenna. Noi giochiamo in tornei in Svizzera, ma ci fa piacere anche sconfinare in Italia, cosa che facciamo spesso. A me piace pensare che la nostra sia una società “insubrica”, che abbatte i confini».
E non è un caso che sempre più comaschi si avvicinino al curling e ne rimangono affascinati. Anche chi è cresciuto cimentandosi in sport più “tradizionali” per l’Italia è rimasto folgorato da questa originale disciplina come è successo a Paolo Pitton. Un comasco ora residente a Vacallo che, dopo aver remato per la Canottieri Cernobbio e giocato per anni a basket con la maglia della Pallacanestro Como, da poco ha scoperto il curling con il Club Chiasso e ammette: «È stato amore a prima vista – scherza – È iniziato per gioco in occasione di una giornata di Sportissima a Chiasso qualche anno fa, subito dopo le Olimpiadi di Torino dove avevo potuto ammirare l’esplosione mediatica del curling».
«Mi hanno offerto una settimana di prova al club – aggiunge Pitton – Ci sono andato incuriosito, portando un amico e sono rimasto contagiato dall’ambiente accogliente e da questa disciplina. Soprattutto dal suo spirito molto british, in cui regna su tutto il fair play. Io, che amo il golf, ho ritrovato la stessa filosofia molto lontana dall’accesa competizione e competitività che troviamo negli altri sport di squadra tipicamente nostrani».
Pitton spiega i segreti di questo sport. «È una disciplina molto tattica, tanto che viene definita come il gioco degli scacchi del ghiaccio. Le regole lo avvicinano alle nostre bocce, ma soprattutto vige un codice non scritto che è basilare per i giocatori. Fair play e rispetto assoluto dell’avversario sono fondamentali, tanto che non esiste l’arbitro durante le gare: i punti controversi vengono decisi dai giocatori sul ghiaccio, ma non assisterete mai a discussioni accese o litigi. Piuttosto si lascia il punto all’avversario».
«Non vedrete mai esultare per un errore dell’avversario – aggiunge il comasco – Anzi, spesso si chiede scusa per un punto fortunato o un colpo non appropriato. Anche dopo una vittoria non ci sono esultanze esagerate, perchè deve essere un divertimento per tutti, non soltanto per chi vince».
Una filosofia proprio britannica che richiama molto il rugby: non è che esiste anche nel curling il terzo tempo? «In perfetto stile rugbystico, dopo una partita, o semplicemente al termine di un allenamento serale, è usanza andare tutti a festeggiare o a bere qualcosa insieme: ovviamente il conto lo paga chi vince».
Paolo Pitton consiglia a tutti il curling: «È un vero hobby adatto a ogni età senza distinzioni: dai grandi sportivi e non ma anche ai bambini. So, per esempio, che nel nostro club ci sono attrezzature e pietre anche per i più giovani. Imparare a giocare infatti non è difficile: il primo anno vieni seguito da un maestro che ti insegna passo passo tutti i movimenti e le regole, sia tecniche che tattiche, poi incominci a fare qualche partitella tra amici e quindi anche le prime sfide ufficiali. Ripeto: sono convinto che chi volesse provare, come me rimarrebbe contagiato da questo sport sul ghiaccio».
Ora per Pitton e la sua squadra sono iniziate le prime vere partite. «Stiamo partecipando al girone eliminatorio per accedere alle finali del campionato ticinese, che si svolgeranno a Lugano a febbraio. La nostra formazione è composta da altri tre esordienti come me, ma è avvalorata dalla presenza del nostro skip, il presidente del club Luca Romelli».
«Siamo sicuri – conclude Paolo – che possiamo migliorare e, perché no, puntare alle finali cantonali. In ogni caso, alla fine si andrà a festeggiare tutti insieme. Mal che vada… non pagheremo noi».

Massimo Moscardi

Nella foto:
Foto di gruppo
Gli atleti, italiani e svizzeri, che sono tesserati per il Curling Club di Chiasso e che si ritrovano ogni martedì sera nel palaghiaccio della città ticinese, al confine con Como. Per gli apprendisti, la frequentazione del primo anno è completamente gratuita; dal secondo anno, si pagano 200 franchi (fotoservizio Fkd)
27 Gen 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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