Cultura e spettacoli

I Litfiba e lo show di Mendrisio: «Riproponiamo i nostri anni ’80»

altSabato sera all’Arena
All’Arena di Mendrisio, in Canton Ticino, domani sera alle 22.30 (apertura cancelli alle 21), arrivano i Litfiba, con una trilogia rock che riporta i fan della storica band al sound degli anni ’80 e ai dischi che in quel decennio hanno consacrato il gruppo come uno dei più influenti del panorama rock italiano.
Un evento eccezionale e irripetibile per tutti i fan di Ghigo Renzulli e Piero Pelù, che già da qualche anno hanno deciso di riunire i loro percorsi artistici. Si sono concessi a noi in una conference call in cui non è stato facile scindere le due anime riappacificate dei

Litfiba.
Pelù, come ve lo siete detti “torniamo insieme”? «Tutto è nato dalla voglia di ridare spazio a un repertorio musicale che per noi è stato importante, come uomini e come musicisti. Siamo maturati tanto e pensavamo fosse giusto ricominciare».
Renzulli, che effetto ha fatto ritrovarvi sul palco insieme? «È stato più difficile in sala prove, c’era una attesa enorme e l’emozione si è fatta sentire con tanti ricordi che riaffioravano pian piano. In concerto è stato più facile perché ci siamo arrivati dopo tante prove e perché la sintonia musicale è rimasta intatta».
Piero ma che effetto le facevano i Litfiba senza Pelù? «Ma che bella domanda (ride), non ne abbiamo un’altra? Magari potrebbe chiedere cosa provava Ghigo senza di me. In ogni caso io non rinnego nulla, diciamo che anche i dieci anni di separazione sono serviti per maturare».
Allora a Ghigo chiediamo cosa prova quando si dice che i Litfiba hanno fatto la storia del rock in Italia. «Ovviamente fa molto piacere, soprattutto se si pensa che tutto è nato più di 30 anni fa dall’incontro di cinque persone nella stessa città. È stata una magia, una storia incredibile e non sempre facile».
Pelù, perché avete scelto di ripercorre dal vivo i vostri anni Ottanta? «Musicalmente è stato un periodo fantastico, che affondava le sue radici nella psichedelica, nella musica etnica, nella teatralità. E tutto questo, assieme alla voglia di suonare in posti più piccoli, a contatto con i pubblico, ci sembrava perfetto».
Ma lei è uno che sul palco corre molto, qui dovrà contenersi. «Non credo, sarò solo costretto a fare qualche curva in più». Renzulli interviene: «È impossibile tenere fermo Piero. Sono proprio curioso di vederlo all’opera anche qui».
Intanto il primo disco di inediti dei Litfiba dopo la reunion “Grande Nazione” lo scorso anno è andato benissimo. C’è tanto impegno, in tutti i sensi. È un disco che spacca, con molte canzoni figlie dell’energia e dalle atmosfere del nostro precedente tour “Stato Libero”. Progetti? «Il tour è appena iniziato – concludono in coro Pelù e Renzulli – e siamo concentrati su questo. Poi a febbraio uscirà un altro live tratto dai primi concerti di gennaio all’Alcatraz di Milano che verrà pubblicato in doppio cd e in vinile. Il “padellone” non muore mai, come il rock. Solo che se oggi ne vendi 5.000 è un successo planetario».

Maurizio Pratelli

25 Gen 2013

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