I mercati e le bolle finanziarie. La lezione del premio Nobel

altI rapporti con la Confederazione
A Lugano, l’atteso intervento dell’economista Robert Shiller
Mentre l’Italia entra in deflazione – non accadeva dal 1959, quando però il Paese era in piena crescita economica – a Lugano, in Canton Ticino, si discute di grande finanza. L’occasione è quella del Meeting annuale organizzato da Efa, European Finance Association, che si conclude oggi al Palazzo dei Congressi della città elvetica.
Una tre giorni in cui i massimi esperti mondiali di finanza vengono chiamati a raccolta in Svizzera per formulare le loro analisi ed esporre un possibile futuro

scenario in ambito finanziario ed economico. Attesissimo, ieri pomeriggio, l’intervento di Robert Shiller, premio Nobel per l’economia 2013, che ha tenuto incollati alle poltrone centinaia di professionisti e docenti universitari giunti sul Ceresio da ogni angolo del globo.
Shiller, americano, professore di Economia all’Università di Yale e di Finanza alla Yale School of Management, autore di numerosi libri e articoli di successo sulle crisi dei mercati finanziari dovute all’irrazionalità dei comportamenti degli investitori e sulle bolle speculative, ha subito conquistato tutti dall’alto del suo carisma.
Universalmente riconosciuto tra i 100 economisti più influenti del pianeta – secondo un sondaggio della Bloomberg sarebbe addirittura considerato tra le 50 persone più influenti nella finanza globale – Shiller, introducendo la sua relazione, ha voluto subito ricordare come i tanto demonizzati mercati finanziari siano sempre centrali quando si parla di benessere della gente.
Il luminare, originario di Detroit, ha iniziato a sostenere le sue celebri teorie partendo da una analisi degli eventi risalente al 1969 e dai due pilastri degli “asset pricing” attribuiti al collega Eugene Fama, anch’egli premiato con il Nobel per l’economia nello stesso anno.
Poi, via via, Robert Shiller si è addentrato nelle tematiche a lui più care, regalando alla nutrita platea una vera e propria lectio magistralis sull’epidemia delle bolle finanziarie e sui grandi temi che, da ormai molti anni, tengono in ansia l’Occidente e, in questo momento, l’Europa in particolare.
Promosso fin dal 1974 in diverse città europee e con l’appoggio di atenei differenti ma sempre di grande prestigio accademico, il meeting di quest’anno ha visto l’Usi, l’Università della Svizzera Italiana, come partner organizzativo con la collaborazione dell’Associazione Bancaria Ticinese e di Ticino for Finance.
Lugano, terra di banche per antonomasia, si è quindi rivelata per tre giorni anche la capitale mondiale delle più illustri cattedre economiche del pianeta.

Maurizio Pratelli

Nella foto:
Robert Shiller, premio Nobel per l’economia 2013, durante il suo intervento a Lugano

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