Cronaca

I nativi digitali e quelle nuove famiglie “social”

alt Tra presente e futuro
Folla all’incontro dedicato al rapporto degli adolescenti con Internet
Sono nati subito dopo Internet e con esso sono cresciuti. Stanno ore e ore attaccati al computer, hanno una pagina Facebook o Twitter con un’infinità di amici virtuali con i quali sono sempre connessi e, se c’è un problema informatico, probabilmente saranno i primi a risolverlo. Sono i “nativi digitali”, i ragazzini che adesso hanno dagli 11 ai 13 anni, di cui si è parlato martedì sera nell’aula magna della scuola media “Giuseppe Parini” in un incontro dedicato ai genitori, promosso e

organizzato dall’assessorato alle Politiche educative e dallo Spazio famiglie del Comune di Como.
Secondo lo psicologo e psicoterapeuta Matteo Lancini, la generazione dei nativi digitali impone un profondo cambiamento del modello educativo. «Da una famiglia tradizionale si è passati a una famiglia affettiva o relazionale – spiega – e questo passaggio ha segnato profondamente il modo di educare i figli. Se prima la suddivisione dei ruoli era più marcata, oggi si tende a mantenere un contatto continuo e costante con i propri figli, una connessione mentale prima che fisica». Ed è proprio in questo contesto che il digitale fa il suo ingresso trionfale, nel cercare di estendere il più possibile la relazione tra genitori e figli. «Si pensa che i bambini siano i primi ad avvicinarsi alla tecnologia proprio perché questa è la generazione dell’interattività e della multimedialità – dice Matteo Lancini – E invece i genitori sono i primi a regalare loro il telefonino quando hanno 8 anni. La tecnologia trova spazio nell’idea di crescere lontano dalla corporeità ma vicini con la mente. Si costruisce così un cordone ombelicale virtuale per affrontare separazioni precoci dai figli». E cosa ne deriva da questo attaccamento quasi patologico? «Il senso di protezione nei confronti dei figli ha raggiunto livelli altissimi – continua Matteo Lancini – e questo comporta la chiusura degli spazi di socializzazione spontanea. Ecco allora che le prime connessioni a Internet avvengono in casa, i cortili come luogo di gioco non esistono più e le relazioni vengono spostate in un mondo virtuale dove le emozioni vengono vissute senza corpo e spazio».
Tantissimi i genitori, soprattutto mamme, che hanno partecipato all’incontro, curiosi di conoscere qualche nuovo aspetto sui propri figli. «Spero di ricevere qualche consiglio utile – dice Maria Vittoria Lagruta – È importante sapersi relazionare con i figli nella preadolescenza».
«È importante tenersi informati sulla realtà che ci circonda – dice Sara Filippetto – oltre a conoscere a fondo i nostri bambini e il contesto in cui crescono». C’è anche chi ha qualche timore. «Il mondo di Internet mi ha sempre spaventata un po’ – affermano Paola Marello e Lucia Alberio – e approfondire l’argomento spero mi aiuti a tranquillizzarmi e a conoscere meglio i rischi».
«Chi è genitore sa quanto sia difficile instaurare un dialogo con i figli quando cominciano a crescere – dice Elena Redaelli – e tra computer e smartphone è sempre più complicato entrare nel loro mondo. Quest’iniziativa è un aiuto importante per tutti noi». Non mancano le “mamme digitali”. «Sono una mamma tecnologica – dice Giovanna Montarelli – sono iscritta a tutti i principali social network e uso molto Internet, ma quando si parla di figli c’è sempre la necessità di una nuova chiave di lettura e di qualche spunto in più».

Enrica Corselli

Nella foto:
il vicesindaco Silvia Magni (in piedi) e, alle sue spalle, il tavolo dei relatori della serata dedicata alla cosiddetta generazione dei nativi digitali  (Mv)
8 maggio 2014

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