I paradossi inaccettabili dell’Autolaghi

Rincari e promesse mancate

Ho letto l’articolo sulla protesta della Lega per gli aumenti autostradali.
Innanzitutto  trovo assurdo che,  a fronte di una inflazione ufficiale Istat  dell’1,2% per il 2013, la tratta Milano-Como rincari del 11,5% . E questa  è la  prassi ed  è stata attuata diverse volte negli  ultimi 15 anni. Non è la prima volta che ciò avviene e i costi di trasporto qui al nord crescono ben più dell’inflazione.
Ora, se il traffico è aumentato, anche gli introiti della società che gestisce la tratta autostradale sono aumentati. Perché mungere ancora di più dove già  c’è abbondanza?  La terza corsia era dovuta (da parecchi anni)  e si è finanziata proprio con il traffico aumentato su questa tratta e gli aumenti pregressi.
Quanto alla protesta leghista, due considerazioni. Il malcontento e la protesta rimangono anche se si dovesse pagare sulla Salerno-Reggio Calabria. Il pedaggio richiesto è fuori da ogni logica e non è accettabile neanche se si pagasse di più al Sud o sul raccordo anulare di Roma. Sapere che qualcun altro paga, non cambia l’esborso dal nostro portafogli.
Due, la Lega ha la memoria corta. Ancora negli anni ’90, prima di andare al governo, Bossi diceva che le autostrade a Nord di Milano erano di fatto superstrade senza valide  alternative  e andavano tolti i pedaggi.  Poi sono andati al governo per 8 anni, ma non si è fatto nulla e  i pedaggi della A8 e A9  sono rimasti e sono aumentati sempre più dell’inflazione ufficiale.
E così siamo arrivati al 2014 con un pedaggio  che costa più di un biglietto del treno.

Andrea Monti

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.