I parlamentari: «Pieno sostegno al ministro Passera»

Le reazioni politiche – Butti e la Braga confidano che così si possa finanziare la variante della Tremezzina, qualche apprensione sulle molte deleghe
Ma il leghista Molteni voterà contro il governo Monti: «Non è legittimato dal popolo»
Distinguo, dubbi e perplessità sono tutti di natura politica. Perché sul piano personale, i parlamentari comaschi non solo considerano Corrado Passera «un uomo di altissimo profilo», ma confidano che il nuovo superministro del governo Monti abbia «un’attenzione particolare per il suo territorio d’origine». Cioè, Como.
È difficile non scivolare nella speranza che un ministro comasco con deleghe a Infrastrutture, Trasporti e Sviluppo economico riesca a portare sul Lario quelle risorse

che il territorio aspetta da anni. «Appena ho sentito Passera nell’elenco dei ministri – dice Chiara Braga, deputata del Pd – mi sono detta: Vuoi vedere che riusciamo a far partire la variante della Tremezzina?».
Se la patente del ministro di un governo tecnico è il curriculum, quello di Passera è una superlicenza da Formula Uno. Laureato in Bocconi. Master in business administration in America. Cinque anni in McKinsey (consulenza manageriale). E poi, direttore di Arnoldo Mondadori Editore, del gruppo editoriale l’Espresso, coamministratore di Olivetti, amministratore delegato del Banco Ambrosiano Veneto, amministratore e “restauratore” di Poste Italiane («un’azienda che non è più motivo di imbarazzo nazionale», scriveva il Financial Times dopo la cura di Passera). E infine, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo.
«Non è automatico – precisa il senatore comasco del Pdl Alessio Butti – che un uomo esperto di finanza e mercati diventi un ottimo ministro. Detto questo, avere un comasco al governo è senza dubbio un fatto positivo. Ho già anticipato a Passera la mia massima collaborazione. Il nostro territorio presenta diversi nodi infrastrutturali irrisolti: la variante della Tremezzina non ancora finanziata, il secondo lotto della Tangenziale senza risorse, le ferrovie regionali in condizioni delicate. Passera non ha la bacchetta magica, ma possiamo sperare in una massima attenzione al territorio».
Passera ha deleghe pesantissime: Infrastrutture e Trasporti e Sviluppo Economico.
«Comprendo la ratio del presidente Monti, ma non la condivido – conclude Butti – non vorrei che, in un eccesso di visibilità, Passera rischiasse di bruciarsi. Certamente gli spetta un compito gravoso. Gli saremo vicini».
La deputata Chiara Braga (Pd) ha sempre sostenuto la necessità di un governo tecnico. «Il profilo di Passera è perfettamente in linea con questo governo, che segna un netto contrasto rispetto al precedente. Il “superministro” è una persona di grande valore, le sue origini lariane restituiscono orgoglio a Como. Magari riusciamo finalmente a finanziare la variante della Tremezzina».
I detrattori del nuovo governo accusano Monti di aver schierato un esecutivo di banchieri. Passera è un esponente di questo mondo, ma ciò non spaventa Chiara Braga: «Superiamo pregiudizi e condizionamenti. Quando un manager dirige una banca fa gli interessi della banca, un ministro deve fare gli interessi del Paese. Le competenze di Passera non si discutono».
Non la pensa esattamente così Nicola Molteni, deputato della Lega Nord, secondo il quale «Corrado Passera nasce dalle banche, lo stesso mondo che ha messo in crisi le nostre imprese». Detto questo, il parlamentare leghista dice di «apprezzare la scelta di un top manager che decide di mettersi al servizio del Paese», e pur «non conoscendo personalmente Passera» ne sottolinea «il curriculum e l’indiscussa professionalità». Come Butti e Braga, anche Molteni spera che con Passera la lobby lariana guadagni peso specifico: «Il neoministro è comasco, perciò lo sosterremo per massimizzare l’attenzione di Roma al territorio». Il canturino Molteni sosterrà Passera. Ma il deputato leghista Molteni voterà «contro la fiducia al governo Monti». Perché «non è legittimato dal popolo».

Andrea Bambace

Nella foto:
La stretta di mano tra il neoministro comasco e il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

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